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martedì 28 maggio 2024

" - IL TEMPO NON AIUTA. 

- DOVREBBE? 

- TUTTI DICONO CHE AIUTA... 

 - BEH, CHI LO DICE NON CAPISCE NIENTE. IL TEMPO E' CRUDELE, CI PUNISCE. E' L'UNITA DI MISURA DELLA CONDANNA, PERCHE' DOVREBBE FACILITARE LE COSE?"


Sono giorni un po' soffocanti.

E' come se fossi sconquassata, attraversata da una certa elettricità che non mi fa respirare, che rende incerte tutte le mie azioni, che mi fa pensare mille cose tutte insieme, tutto e il contrario di tutto. Uno sconquasso che mi porta un incedere disordinato, distratto, che mi fa venire un nodo alla gola più spesso di quanto sia lecito.

Rileggo libri del mio passato, che ho molto amato e che sono un po' una coperta di Linus, sperando di ritrovare un po' di equilibrio. Ho nostalgia di un tempo remoto che, a conti fatti, non è stato clemente nei mei confronti: un tempo pieno di aspettative frustrate, di scelte che non posso più cambiare, di perdite costanti e insicurezze mai sanate, che mi hanno portato dove sono ora. 

Non ho nostalgia delle persone o dei fatti in sé. Sono ben contenta che alcune persone siano uscite dalla mia vita perché erano foriere di rapporti tossici, sbagliati, stonati, privi di senso, che non mi hanno migliorata come persona, ma hanno solo rafforzato i muri e quella corazza che mi trascino ovunque vado.

Ho nostalgia del futuro che vedevo davanti a me. E delle parole nuove che speravo portasse con sé.                                                   

A dispetto di me stessa, e di tutte quelle persone e quei fatti che mi appesantivano la vita, ho sempre pensato che prima o poi, sarebbe arrivato un "capovolgimento di fronte". A me le cose, pure quelle semplici, che scandiscono una vita normale e capitano un po' a tutti, sono sempre successe con enorme ritardo. Ma sul "capovolgimento di fronte" che, in qualche modo, mi avrebbe salvato da quel presente variegato, incerto e un po' umiliante, che è stato la mia gioventù, ci ho sempre contato. Niente di cinematografico, solo qualcosa che non mi facesse sentire sempre fuori posto e irrisolta. Il futuro, appunto.

Solo che è un futuro che si è avverato in un modo tutto suo e che mi ha lasciata indietro.   

E che, sento, non cambierà più niente.      

Certo, ha messo qualcosa a posto, per fortuna. Ha calmato le onde alte di un mare incazzato che più volte, nel corso degli anni, ha rischiato di travolgermi definitivamente. Meglio tardi che mai, bisogna dirlo. Ma ha portato con sé un tempo lento, piatto, che mi costringe a contare gli attimi di una solitudine fuori misura, alle prese con un silenzio malmostoso in cui mi muovo per inerzia, come una condannata.

So che mi abituerò anche a questo stato di cose, prima o poi. Ma per ora sono giorni un po' soffocanti. E lo scrivo, come al solito, qui, per liberarmene.


giovedì 31 marzo 2022

THE BEST OF BRUCE WILLIS



Die Hard (tutti) è il mio film di Natale.

Questa cosa che Bruce Willis non potrà più recitare, per me, è come se fosse la fine di un'era.
Un po' come quando è venuto a mancare Bud Spencer, che credo sia uno dei pochi ricordi della mia infanzia veramente felici.
Ecco, Bruce è tante tante tante cose di questi miei trascorsi 25 anni e che non ci saranno più suoi film, anche fosse un B-movie, un po' mi destabilizza.

Comunque.
Volevo solo dire che resterà in ogni caso nella storia.
Certamente, resterà nella mia.

Fai una buona vita, per quanto sarà possibile.

venerdì 10 dicembre 2021


"Lei è partita con l'anima nera / Gira di notte come una fiera / Fiera per strada, smacchia il suo lutto / con il campari e un tocco di trucco / però  / quando resta sola piange un po' / Riderà al sole / L'impero crollerà / Forse ce ne andremo alla città / Riderà al sole / l'impero crollerà / Quando il suo amore tornerà " 

Ho preso 3 treni in 5 giorni, percorrendo la strada da nord a sud con più frastornamento del solito perché stavolta la ragione riguardava la mia salute. 

Tornare per me è sempre un po' morire perché devo sempre fare i conti con i cortocircuiti e le disfunzionalità della mia vita che non si risolvono mai e l'anima mi va sempre un po' in frantumi. Ogni volta i pezzi diventano più piccoli e comincio a non ritrovarli più. 

Starò diventando vecchia davvero. Non so. Ma questa volta è stato più difficile.

Domenica prenderò l'ennesimo treno per fuggire via e ritornare alla dimensione sospesa della città, quella dove non ho obblighi e posso confondermi in altri modi e in altri tempi, senza perdere altri pezzi di me o pensare ogni volta a quello che non c'è più, a quello che non tornerà, alla vita che vorrei ma che probabilmente non si compirà mai. 

Perché alle volte va così e basta.

lunedì 6 luglio 2020


Torino, Marzo 2018, Concerto per i 60 anni di carriera.

"Io penso che, quando fra cento, duecento anni, vorranno capire come eravamo, è proprio grazie alla musica da film, che lo scopriranno".
Ennio Morricone.


Piango un po' come se mi fosse mancato un parente stretto.
Svegliarsi questa mattina con la notizia è stato tristissimo.
Nessuno potrà mai togliermi il ricordo di quando, con tutta me stessa, ero lì.
Alla sua musica sono legati alcuni dei momenti più belli della mia vita e aspettare un nuovo film non sarà mai più uguale, perché nessuno potrà mai essere alla stessa altezza.

Per fortuna che la musica resterà per sempre.

martedì 26 maggio 2020

 " Sono tornata da me,
perché sono stanca di cercare qualcosa che non so,
di chiedere a chi non può offrire o di aspettare chi è già occupato a illuminare se stesso,
di desiderare un corpo che non è mio, 
di avere aspettative che mai arriveranno perché comunque lontane dalla mia natura,
di fingere di capire o essere sempre tollerante e disponibile con chi non comprende il mio valore
(...)

Sono tornata da me, come unica destinazione possibile,
come strada disponibile, 
come quel ritorno a casa in sospeso da tanto tempo.

Sono tornata da me,
ho visto quanto ho corso contro il tempo,
i dolori della mia anima assetata di verità in cerca di acqua.
Mi sono ospitata e sono entrata,
mi sono chiamata,
abbracciata e accarezzata,
e mi sono imbattuta in una me stessa.
Mi stava aspettando con il cuore ricolmo di speranza, diversa è vero ma sana.

Ho visto che ero comunque intatta e non frammentata come pensavo di essere,
ho ritrovato la magia nei miei occhi,
e l'ho voluta rivedere ancora e ancora.
Ho scoperto di aver sempre posseduto le chiavi, 
ed è stato bellissimo ritrovarmi.

Da qui, da dove abito, scelgo me,
scelgo chi e scelgo cosa desidero, 
come muoio e resuscito ogni giorno e sono pur sempre viva.
Ho capito che questa è resilienza e la trovo solo dove abita me stessa.

Carla Babudri

domenica 29 marzo 2020

Roma, a.d.2020

Era un film, ma io non lo sapevo.
E penso che la vita senza la musica di Morricone sarebbe difficile assai.

lunedì 27 gennaio 2020




"Dear Basketball...ho giocato fra sudore e dolore
non perché fossero le sfide a chiamarmi
ma perché tu mi chiamavi...
(...) il mio cuore può reggere il colpo
la mia mente può sopportare lo sforzo
ma il mio corpo sa che è il momento di dirti "addio" "

Kobe Bryant

La peggiore notizia di sempre è una sera, all'ora di cena, che senti di un aereo caduto dall'altra parte dell'oceano e di un atleta e un'icona gigantesca che da un momento all'altro non c'è più.
Resti senza parole. 
E metti insieme i pensieri e le parole che pensi nella testa sono proprio quelle sue. 
Questo corto, queste parole, restano in qualche modo la sua ultima eredità.

giovedì 12 settembre 2019



"Eppure, se avessi potuto ricominciare da capo, ero sicuro che avrei rifatto le stesse identiche cose. Perché quello ero io: quella vita in cui continuavo a perdere tutto.
Non avrei potuto fare altro che diventare me stesso, nient'altro che me stesso, con tutte le persone che mi avrebbero lasciato o che io avrei lasciato, con tutti i bei sentimenti e le magnifiche qualità e i sogni che sarebbero andati in distrutti, o perlomeno che avrei dovuto ridimensionare.
Un tempo, quando ero più giovane, mi ero illuso di poter diventare qualcos'altro.
Però finivo sempre per tornare allo stesso posto, come una barca dal timone bloccato. Quello ero io.
Non potevo andare da nessun'altra parte. 
Ero lì, e aspettavo di tornare."

                                    Haruki Murakami, La fine del mondo e il paese delle meraviglie   


Aspettare e sperare a vanvera, che accada qualunque cosa che sblocchi il mio timone.

lunedì 12 agosto 2019


È capitato, in passato, di imbattermi in persone che ti avevano conosciuta, quando io non ero nemmeno un barlume nei tuoi pensieri. 
Una volta una signora, probabilmente un'amica di famiglia, si è soffermata a guardarmi per qualche secondo e poi ha chiesto,  a chi era con me, se non ero per caso tua figlia. 
Io resto sempre un po' perplessa di questa cosa delle somiglianze: nella maggior parte dei casi, che mi piaccia o meno, che sia vero o no, tutti rivedono immediatamente in me papà.  Quel giorno, quella signora però ha tenuto ad insistere:" certo, i particolari piccoli sono di papà,  ma lo sguardo e il tuo sorriso sono senza dubbio alcuno della mamma."

Mi chiedo sempre se ti somiglio in qualche altra cosa, in qualche gesto, in qualche atteggiamento.  Se qualcosa di te, a parte il mio odore che è certamente il tuo, mi sia rimasto addosso. 
Mi avresti raccontato di te, se fossi ancora qui?
Oppure mi avresti raccontato di me, di tutto ciò che ricordo vagamente?

Ventitré anni sono così lunghi, ma la sensazione di vuoto non cambia mai.

mercoledì 31 luglio 2019



"Voi avete mai avuto il tonfo al cuore? Secondo me sì. 
Il tonfo al cuore è quando il tuo muscolo cardiaco, a causa di una grossa emozione, decide di staccarsi dal suo naturale luogo deputato e cade giù.  E cade e cade e cade e cade e cade. E tu lo senti cadere e ti chiedi: " E adesso? E adesso che mi è cascato il cuore che si fa? Muoio?". 
No, a meno che non si soffra di gravi patologie cardiache non si muore. 
Però si perde il fiato. La testa. La vista. Il sangue nel tuo corpo inizia ad andarsene a zonzo e se sei in piedi è meglio che ti siedi. Io per fortuna sono seduto." 
Guido Catalano, 
Tu che non sei romantica

E cade e cade e cade e cade e cade.
L'ultima volta e poi basta all'infinito.

martedì 30 luglio 2019

" Patente, libretto, illusioni, persone da dimenticare, evidenze ignorate, notti lunghissime, lacrime trattenute, (...) schianti evitati e tempo perso"
 La Ballerina di Polvere, @Twitter

Avete presente quando ieri scrivevo dei silenzi? 
Ecco.

Vorrei parlare in modo obbiettivo di quell'attesissimo momento (anzi due), (io a queste giornate ho fatto l'abbonamento inconsapevole come ad amazon prime), in cui mi trovo a subire lunghe estenuanti paternalistiche che non ammettono contraddittorio su:

- quanto io sia una persona confusa senza un reale progettualità di vita; 
- quanto io sia imprecisa e continui a far parte di quei 9 stagisti su 10 che, arrivati nella grande azienda, vengano poi mandati via perché inadatti; 
- quanto dovrei inseguire i miei sogni ché, se fino ad ora è andata così male, è perché ho fatto solo lavori che non seguono le mie attitudini.
- quanto vivere con orari disordinati e pasti ancora più disordinati mi qualifichi come persona inaffidabile e poco operativa.

So che sto dimenticando qualcosa, ne ho sentite così tante versioni in sole 40 ore che faccio prima ad inserire anche il disturbo compulsivo dell'attenzione nell'elenco e magari sono tutti contenti.

Poi ovviamente qualunque sia la mia argomentazione la risposta è: "sono tutte scuse, dovresti lavorare per andare oltre i tuoi limiti e farcela". 
E di rimando, quando magari il limite di sopportazione (mio) è arrivato ad un punto critico un: "le persone te lo dicono per il tuo bene, per essere utili, dovresti essere meno rigida e ascoltare di più i consigli."

Vorrei davvero parlarne in modo obiettivo di questa lunga giornata di giudizio universale.
Ma ho perso tutta la mia umanità nelle pieghe di questi interminabili anni di equilibrio precario, di sopravvivenza rubata, di ansia costante e cadute rovinose. 
E l'unica cosa che vorrei è svegliarmi domani mattina ed essere qualcun altro 
perché così, no.

venerdì 26 luglio 2019

"(...) Il lavoro è una costruzione continua di sé, dimostrazione continua che ce la puoi fare. Il lavoro che ti permette di guadagnarti chi sei ogni giorno è una benedizione che continuamente sei tentato di mandare a farsi benedire.     
 (...) cercate tanti amici, amici miei, amici nuovi, perché gli amici nuovi son davvero grandi occasioni. L'amore è il futuro, l'amicizia è sempre il presente e abbiamo bisogno di presente e di presenza. Io almeno ne ho bisogno.Di gente che parli bene di te quando non ci sei, per esempio. Anche se fai finta che non sia importante, perché da sempre hai così paura del giudizio della gente, che ti autosomministri una dose si autoperfidia immunizzante."

Enrica Tesio

Non sono mai riuscita a darmi una collocazione definitiva nella vita. 

Per assurdo ho sempre saputo bene che cosa volessi fare, ma, per quanto io abbia tentato usando tutti i mezzi a mia disposizione, la mia vita ha sempre avuto un che di fallato sin dall'inizio."La vita non va come te la immagini."Come dice Baricco, lei fa la sua strada, tu la tua. E non sono la stessa strada.

Ho provato e provato, a trovare un posto nel mondo, per inciso, un lavoro che mi permettesse una vita dignitosa.Non è mai stata una via diritta e con le indicazioni, ma sempre un senso unico obbligato che mi ha portato, volente o nolente, in strade secondarie strette e buie, spesso verso salti nel vuoto da rupi scoscese che non so bene nemmeno come ci sono arrivata sopra.

Ogni volta che succede non me l'aspetto, forse perché cerco sempre di dare il meglio di me,anche quando quello che sto facendo risulta essere talmente lontano per attitudine o anche impossibile da assimilare.E sono sempre convinta di farlo, in buona fede. Penso sempre di poterci riuscire, che nessuno nasce con gli insegnamenti nella testa, che le cose nuove si imparano. Ci si sforza, si fanno sacrifici, ci si adatta, ci si trova a dover scegliere tra possibilità  senza preavviso, istantanee come il caffè americano, contemporanee ad altre possibilità, un gioco ad esclusione di eventi che poi non tornano o, semplicemente, fanno a gara ad essere uno il meno peggio dell'altra.

Ma alla fine non è mai stato abbastanza.Ed io, come è successo per i percorsi di studio, so fare un po' di tutto, ma niente nello specifico. Niente che abbia un peso, niente che sia approfondito,niente che possa essere moneta di scambio, niente che possa essere considerato un passo verso un futuro dignitoso.
Ho davanti il nulla. Il vuoto. Il silenzio.

Soprattutto il Silenzio.

Quello indagatore di chi non sa niente, di quelle persone con cui non hai sentito la necessità di condividere perché ti conoscono poco o da troppo poco tempo. Vorresti mantenere asettica l'idea che hanno di te, quindi cerchi di essere discreta e mantenere un minimo di convenzione. Di questi tempi risulta essere necessario.

Quello dei tuoi famigliari,che per la verità non hanno mai capito niente di te e nonostante 40 anni di vita, non sanno niente di chi sei uguale, ma viaggiano per strutture precostituite dettate da quella che è la loro idea di te e di famiglia, e si basano su quello per giudicare quello che avresti dovuto o potuto fare, dall'alto di un legame di sangue che li pone in ruolo di giudizio senza appello e con tante discriminazioni.

Quello delle persone amiche  che dovrebbero darti una tregua o essere la tua tregua. 
Che ti conosco bene. Che ti conoscono da una vita. Che dovrebbero sapere come prenderti e magari in qualche modo riescono anche a smuoverti dall'empasse. 
E invece decidono di defilarsi. Quasi fosse la goccia che ha fatto traboccare il vaso e  non aspettassero che il momento giusto, che ci avessero ragionato sopra addirittura, trovando parole che sul momento possono quasi sembrare normali, una conseguenza naturale della situazione.
Come ho scritto altrove,è convinzione comune ed inossidabile, un po' per tutti quelli che mi conoscono,che io sia una persona difficile. In generale. Difficile da prendere. Difficile da accettare. Difficile da accontentare, sopratutto. Difficile da sopportare. 
Quindi le defezioni non mi sorprendono mai più di tanto. Ma le persone che le fanno si.
Forse avrei solo dovuto capire per tempo ed essere meno accondiscendente quando captavo segnali strani e che azzittivo per affetto o beneficio del dubbio.

Questi silenzi saranno sempre lì, davanti a me, ci convivo come si convive con i propri difetti credo, o con una grande perdita che non dipende da te e contro cui non ci sono soluzioni. Ci sono e ci saranno sempre.
Vorrei pensare che prima o poi saranno attutiti da silenzi migliori, di accettazione e comprensione, ma non sono una che si illude e non mi faccio illusioni in merito.
Ho superato il periodo della fiducia, ora non credo più in nulla.
Oltre a quello che ho visto.

Tra ottimismo e calcolo delle probabilità, stai sempre dalla parte del calcolo.

Devo imparare a non ignorarla  mai questa cosa.


mercoledì 24 luglio 2019


LadyHawke, 1984, dir. R. Donner

Da ragazzina ero ossessionata da questo film. 
Ricordo pomeriggi continuativi in cui rimandavo la cassetta compulsivamente. Ho esasperato mia madre rivedendo il film quasi ogni giorno, per un mese intero.
Lo conosco a memoria,ne adoro la colonna sonora, lo cito frequentemente. 

E adesso anche Navarre se n'è andato. E mi sento un po' più persa, lontana dall'adolescenza e dalla gioventù in maniera più tangibile.

E non riesco a fare a meno di pensare che, come Roy Batty in Blade Runner, anche Rutger Hauer ci lascia nel 2019.
Profeticamente. 

domenica 21 luglio 2019



Penso che il cuore di una persona si spenga quando non riesce a trovare una ragione.

giovedì 6 giugno 2019


"Se la vita è una serie di fughe strette, stiamo spostando il nostro peso 
in questo balletto sul filo del rasoio. 
Siamo sul filo di lana"

Wires, Sleeping at Last

Vorrei avere la forza e la serenità di scrivere.
Scrivere è la cosa che in tutti questi anni, in qualche modo, mi ha tenuta a galla. 
Mi ha aiutato ad esorcizzare un po' tutto, in una visione a 360° della mia vita. 
O di quello che ho sempre pensato che fossero gli avvenimenti e le persone che mi sono toccati in sorte.
Ma al momento non mi riesce nemmeno quello.

Mancano 15 giorni ad una data più o meno significativa. Quella che comincia con il 4.
Mi sento semplicemente sul filo del rasoio. Ma sono ferma e non ballo per niente.

lunedì 13 maggio 2019



"Vedrai,vedrai", cover J.Savoretti.


Luigi Tenco scrive questa canzone nel 1966, pensando alla madre che teme di aver deluso per le sue scelte di vita e che avrebbe voluto per lui un avvenire più sicuro. 
Parla di una vita fatta di continue promesse disattese e da un'inconcludenza quasi inevitabile, e lui è insofferente per non riuscire a dare, a qualcuno che ama, ciò che meriterebbe.

E' un mio pensiero costante, questo. E questa giornata, per tutta una serie di ragioni viziose e croniche che persistono nella mia esistenza come una malattia che non si può debellare, lo ha reso ancora più presente.Trovandomi nella situazione completamente opposta a quella di Tenco e dovendo fare i conti con condanne preventive e nemmeno tanto velate di incapacità da parte di chi dovrebbe sorreggerti in determinati momenti, suppongo che gli interrogativi senza risposta diventano una sorta di ossessivo loop.

Mi chiedo sempre se,con la presenza e il supporto di mia madre, la mia vita sarebbe stata più sopportabile. Magari sarebbe proprio lei a dire a me "vedrai che presto cambierà". E forse basterebbe. O non basterebbe affatto, ma sentirlo dire da lei avrebbe tutto un altro significato.
Io ho smesso di ripetermelo ed anche quando me lo dicono quelle persone che, in qualche modo, in me ci credono (più di quanto sia capace di fare io), al punto in cui sono adesso le cose, non ha senso né valore. 
Mi sento un po' un punto su una circonferenza che gira in tondo su stessa e credo di essermi fermata al "non so dirti come e quando".

venerdì 10 maggio 2019




"Behind every beautiful thing there's been some kind of pain"

NOT DARK YET, B.Dylan,1997, Time out of mind

"Ma la vita stessa dimostra di essere il più inaffidabile dei narratori, portandoci in un continuo viaggio dove è impossibile predire ciò che potrebbe accadere dopo. La vita stessa ci imbroglia. Ci inganna. Dipinge un uomo come un eroe quando potrebbe benissimo essere un cattivo. Eroe o Cattivo? Cattiva o eroina? O forse nessuno dei due. Forse la vita è vestire il ruolo, ancora una volta, di inaffidabile imbroglione. Forse chi è dipinto come eroe o cattivo delle nostre storie, in realtà, è solo una comparsa di un film molto più grande. Forse sono solo delle aggiunte che riempiono l'immagine, così i veri eroi possono avere delle comparse in sottofondo."
LIFE ITSELF, 2018, dir. D. Fogelman

Ho visto il film per due motivi essenziali: il regista e la colonna sonora. Anzi, no. E' il contrario: la colonna sonora e il regista.
La colonna sonora.
Ci sono momenti in cui faccio fatica ad apprezzare il suo timbro vocale, tanto che molto spesso amo maggiormente le cover piuttosto che le versioni originali. Ma nella maggior parte dei casi, Bob Dylan resta uno dei miei cantautori preferiti. La sua è una scrittura e una visione emotiva del mondo che non ha eguali. 
Ho attraversato questi anni di vita con i sottofondo molte delle sue canzoni: "Nobody 'cept you", "The times they are a-changin'", "To fall in love with you", "Most of the time", "Like a Rolling Stone", "Forever young". " A hard rain's gonna fall"
Vedere un film con una colonna sonora di Dylan come parte integrante della storia e dei personaggi, mi sembrava quanto minimo scontato. Non conoscevo le canzoni dell'album che compongo la colonna sonora, quindi è stato anche un grande arricchimento perché ho scoperto canzoni che, almeno per oggi, mi hanno preso un po' di cuore.
Il regista.
Dan Fogelman mi ha folgorata come sceneggiatore di This is us. Per me la serie è catartica oltre ogni dire e invidio molto la visione d'insieme, la circolarità della vità, i destini incrociati che Fogelman riesce ad evocare in una storia.
Dylan e Fogelman insieme era motivi più che sufficienti per imbarcarsi in un film di cui non ho nemmeno visto il trailer, né molte altre notizie in merito.

E niente, nel film, esattamente come in "This is us", le storie partono da lontano: da luoghi diversi, con motivazioni a volte incommensurabili anche solo da ascoltare, a volte semplici e naturali nei risvolti. Le parole di Dylan danno un senso a diramazioni estreme di un singolo inaspettato e straziante evento che condizionerà la vita di diverse generazioni. Perché la vita stessa ci imbroglia,ci mette in ginocchio. Ci fa fare le comparse nella vita di altri,qualche volta gli eroi,  qualche volta i cattivi, ma senza esserlo mai veramente per scelta. Il mondo, e le persone che lo abitano, è collegato da sentimenti, sempre uguali nel tempo, sempre condizionanti. E, in qualche modo, sempre circolari.
Ci sono più colpi allo stomaco di quanto sarebbe naturale aspettarsi e una finale che, sebbene rappresenta un cerchio che si chiude, è comunque un finale troppo melenso persino per me.

Da guardare, a patto che siate a pronti a consumare pacchi interi di kleenex e abbiate il mood dell'accettazione incorporato, quello che vi fa sopportare che la vita, come in una partita di champions, è sempre tutta da decidere fino all'ultimo secondo dell'ultimo minuto di recupero. 
E che il bene non sempre è scontato, così come non è scontato il male.

giovedì 2 maggio 2019

" I talk to the wind / my words are all carrier away / I talk to the wind / the wind does not head / the wind cannot head "
King crimson 

martedì 16 aprile 2019


L'ultima volta che mi sono sentita così attonita, impotente e senza un filo di voce  è stato l'11 settembre e un aereo si stava schiantando sulla seconda torre.
In quel caso è stata la cattiveria dell'uomo. 
In questa occasione la sensazione è uguale, ma ci vedo solo la bruttura della vita...di Quando posti millenari vengono rasi al suono per difetto umano prima di riuscire a vederli dal vivo.