Non lo so se avrò mai l'ispirazione per leggerlo, il libro.
Ma come le racconta lui, le cose, anche quelle che vanno oltre il mio gusto e la mia sopportazione, sembrano bellissime.
martedì 26 maggio 2020
" Sono tornata da me,
perché sono stanca di cercare qualcosa che non so,
di chiedere a chi non può offrire o di aspettare chi è già occupato a illuminare se stesso,
di desiderare un corpo che non è mio,
di avere aspettative che mai arriveranno perché comunque lontane dalla mia natura,
di fingere di capire o essere sempre tollerante e disponibile con chi non comprende il mio valore
(...)
Sono tornata da me, come unica destinazione possibile,
come strada disponibile,
come quel ritorno a casa in sospeso da tanto tempo.
Sono tornata da me,
ho visto quanto ho corso contro il tempo,
i dolori della mia anima assetata di verità in cerca di acqua.
Mi sono ospitata e sono entrata,
mi sono chiamata,
abbracciata e accarezzata,
e mi sono imbattuta in una me stessa.
Mi stava aspettando con il cuore ricolmo di speranza, diversa è vero ma sana.
Ho visto che ero comunque intatta e non frammentata come pensavo di essere,
ho ritrovato la magia nei miei occhi,
e l'ho voluta rivedere ancora e ancora.
Ho scoperto di aver sempre posseduto le chiavi,
ed è stato bellissimo ritrovarmi.
Da qui, da dove abito, scelgo me,
scelgo chi e scelgo cosa desidero,
come muoio e resuscito ogni giorno e sono pur sempre viva.
Ho capito che questa è resilienza e la trovo solo dove abita me stessa.
Carla Babudri
giovedì 23 aprile 2020
A. Baricco, Una certa idea di mondo, 2012
domenica 19 aprile 2020
In questi giorni mi hanno sfidato in uno di quei giochetti che mi mandano in brodo di giuggiole: scegliere 10 immagini ( senza poster, nessun titolo, nessuna spiegazione) da 10 film che hanno avuto su di me un impatto.
10 giorni, 10 immagini di film.
su suggerimento del Lovefriend ( se mi leggi, grazie, grande idea) ho stillato una lista di 50 film, che poi sono diventati 48, che sono stati poi divisi in 8 gruppi da 6..
Da qui, eliminatori, quarti, finalisti.
Il risultato è questo:
giorno 1/10
giorno 2/10
giorno 3/10
giorno 4/10
giorno 5/10
giorno 6/10
giorno 7/10
giorno 8/10
giorno 9/10
giorno 10/10
si, lo so, sono 11. Tuttavia son dovuta ricorrere all'ex-equo per 2 film che non ho avuto cuore di scartare, né di eliminare tra loro. sono in perfetta antitesi: uno drammatico e scientifico, l'altro la commedia del mio cuore a cui devo almeno l'80% della mia scurrilità e il mio sentimentalismo e anche il "vuoi non essere sposato con me per tutta la vita?" come perfetto mantra di vita.
Dopo questi giorni arrivo alla conclusione che mi fa male il cuore per tutto quello che ho dovuto lasciare fuori.
Ricomincerei di nuovo solo per rendere giusto onore a Bruce Willis, Tom Cruise e Kevin Costner, i cui film tra gli anni 80-90 sono stati il mio pane quotidiano e compagni di millemila giorni.
E non è detto che non lo faccia.
giovedì 5 marzo 2020
" Un giorno capirai
che non c'era niente da cambiare
non c'era niente da rifare
bastava solo aver pazienza
ed aspettare che le cose, ogni cosa, si aggiustasse da sè.
quel giorno capirai
che la passione ha una scadenza
che è soltanto una scemenza cercare il cielo in una stanza
ma ti piacciono le favole, lo so,
è più forte di te
e dei tuoi alibi di ferro
arrugginiti dalle lacrime di questo stronzo innamorato di te
che ha scritto pure una canzone
forse nutrendo l'illusione
che nei tuoi occhi ci sia quello che non c'è
Ma è solo un attimo
come dire
un errore di distrazione
di questo cuore sempre attento a non fare un passo falso
a non esser mai convinto di niente
E' solo un attimo lo giuro
una lieve indecisione di questo cuore di buffone
servo di un solo padrone
padrone mai convinto di niente...mai convinto di...
E un giorno già lo so
ci incontreremo in un locale
oppure al centro commerciale con le verdure da pesare
e ci diremo come stai
da quanto tempo
sei sposato oppure no
E allora già lo so
avremo voglia di scappare
di spogliarci e far l'amore
in quella strada lungo il mare
e la paura di esser visti lo sai
è più forte di me
ed i miei sogni di cartone
bruciati al bar della stazione tra un cappuccino e una tazzina di caffè
fissando un treno regionale
come se fosse un astronave
tra un minuto ti porta via da me
Ma è solo un attimo
come dire
un errore di distrazione
di questo cuore sempre attento a non fare un passo falso
a non esser mai convinto di niente
E' solo un attimo lo giuro...."
Brunori Sas
Attendo senza lievi indecisioni che Brunori si decida a incidere la canzone in un album.
Non posso mica guardare il film in loop solo sui minuti della canzone......
mercoledì 12 febbraio 2020
"C'è un momento
quando sei a 7000 giri
in cui tutto svanisce.
La macchina diventa priva di peso.
Scompare.
E tutto quello che rimane è un corpo che si muove attraverso lo spazio e il tempo.
7000 giri al minuto.
E' lì che lo incontri.
Lo senti arrivare.
Si avvicina al tuo orecchio e ti fa una domanda.
L'unica domanda che conta.
"chi sei?" ".
Ford Vs Ferrari, 2019, dir. J. Mangold
lunedì 27 gennaio 2020
"Dear Basketball...ho giocato fra sudore e dolore
non perché fossero le sfide a chiamarmi
ma perché tu mi chiamavi...
(...) il mio cuore può reggere il colpo
la mia mente può sopportare lo sforzo
ma il mio corpo sa che è il momento di dirti "addio" "
Kobe Bryant
La peggiore notizia di sempre è una sera, all'ora di cena, che senti di un aereo caduto dall'altra parte dell'oceano e di un atleta e un'icona gigantesca che da un momento all'altro non c'è più.
Resti senza parole.
E metti insieme i pensieri e le parole che pensi nella testa sono proprio quelle sue.
Questo corto, queste parole, restano in qualche modo la sua ultima eredità.
giovedì 23 gennaio 2020
Parasite, 2019, dir. Bong Joon-Ho
Il miglior film del 2019. Senza se e senza ma.
lunedì 6 gennaio 2020
Hero, Family of the Year
" Sai quando qualcuno ti dice cogli l'attimo? Non lo so, io invece
credo che succeda il contrario:nel senso che
è l'attimo che coglie noi."
Boyhood, 2014, dir. R. Linklater
Ci sono film che rimando perché, nel momento in cui vengono prodotti, so di non essere mentalmente pronta a vedere.
Succede quando so di non avere il giusto distacco dalle cose che vengono raccontate.
Allora li rimando, li procrastino al momento in cui sarò in grado di metabolizzarli meglio, senza danni. O, quanto meno, con un po' di freddezza in più.
Con questo film è successo quello che racconta la citazione: in qualche modo, non sono io che ho colto l'attimo, ma è l'attimo che ha colto me.
Io, tra l'altro,non sono mai stata (e mai sarò) una da "cogli l'attimo". L'ho sempre considerata una pessima idea e, le poche volte che mi è capitato di arrivare a farlo, mi danno ragione.
Ad ogni modo, questo film è fatto degli attimi della vita di un protagonista,da quando ha 6 anni fino al giorno in cui comincia l'università. Non succede niente di eclatante, se si esclude il fatto che le riprese sono durate davvero per 12 anni e che gli attori sono sempre gli stessi, solo cresciuti.
Non riesci a fare a meno di immedesimarti, anche se la vita di quelle persone è totalmente diversa dalla tua. Ma è normale, esattamente come la tua ed è questo che fa scattare il meccanismo, credo.
Io personalmente avevo nella testa una sorta di movimento a ritroso sulla mia vita, come delle fotografie, delle frasi strappate al contesto.
E sono giunta alla conclusione che diventare grandi è una cosa con cui non riuscirò a scendere a patti mai.
E non ha niente a che fare con la paura di invecchiare.
E' che semplicemente non siamo pronti mai a quello che ci aspetta e al tipo di persona che la vita ci fa diventare. E non coincide mai con quello che pensavamo, immaginavamo o progettavamo da piccoli.
La vita ci coglie attraverso gli attimi.
Esattamente, costantemente, ineluttabilmente.
E lo capiamo solo dopo.
giovedì 26 settembre 2019
Will: io ho Fiducia.
Mckenzie: Perché?
Will:Hai una piccola falla nella barca. La falla non può essere tappata
né tanto meno riparata e non puoi avere una barca nuova.
Hai solo quella barca.
Quello che devi fare ora è buttare fuori in fretta più acqua di
quanta ne entri. Inoltre, io non devo morire, è fondamentale.
The Newsroom, (2012-2014)
Come sia riuscita a perdermi questa serie io ancora non me lo spiego e lo rimpiango ardentemente.
L'avessi vista ai tempi, mi avrebbe certamente ricordato, in tempo utile, che cosa volevo davvero.
Adesso mi ha semplicemente colpita come un pugno in piena faccia o un treno in corsa, aumentando un po' di rimpianto. Ho apprezzato l'umanità senza mezze misure dei personaggi, la loro complessità resa con un'eleganza che ultimamente è raro abbia riscontrato, la coerenza del soggetto e la sua attualità. Guardando Charlie, a tratti, non ho potuto fare a meno di pensare al mio vecchio professore di sociologia della comunicazione, giornalista e presentatore tv, che al tempo mi fece conoscere Marshall McLuhan e il suo indelebile "Il medium è il messaggio". Certamente, il realismo che ne deriva è grandemente falsato per tutta una serie di ovvie ragioni legate a quello che è il giornalismo degli anni di internet, tuttavia riesco solo a pensare che 3 stagioni sono state troppo troppo poche e, a fronte di serie televisive inutili e ridondanti, questa avrebbe meritato in toto di durare almeno per un ventennio.
sabato 21 settembre 2019
" A volte è una mezza vita Assenzio.
Mezze emozioni tenute col freno.
Sentimenti non pieni al sapore di vuoto.
Mezze idee che si fermano lì, con i mezzi sentimenti.
E il tempo passa, anche lui dimezzato.
E per ogni mezzo che sei, mezzo diventi.
Ci passi una vita, ti passa la vita."
Assenzio Magenta, twitter
Mi viene in mente quel momento in cui si sta per buttare un pezzo di carta, qualcosa usato per segnare un nome, un indirizzo, un numero di telefono, una lista...una volta assolto il suo fugace compito di riportarci memoria del dove o del quando, lo si fa in mille pezzi.
Metà di metà di metà di un singolo intero. E poi più niente.
Agli esseri umani capita così, anche senza mai averlo assolto uno scopo.
Un senso di irrisolutezza non indifferente.
mercoledì 18 settembre 2019
" Volevo restare a settembre sulla spiaggia pallida e deserta,
volevo caricarmi di cenere delle mie volubili gru
e che il vento grave dormisse come acqua nelle reti fra le chiome;
volevo una notte accendermi una sigaretta più bianca della luna
e intorno a me - nessuno, solo il mare con la sua forza grave e latente;
volevo restare a settembre,
presente al trascorrere del tempo,
una mano fra gli alberi e l'altra nella sabbia canuta -
e scivolare nell'autunno insieme all'estate....
Ma a me sono stati prescritti, è chiaro, più penosi abbandoni.
Mi è toccato strapparmi a paesaggi a cuore impreparato
e mi è toccato lasciare l'amore quando ancora amare vorrei "
Nina Cassian, C'è Modo e Modo di Sparire, 1981
Quando metti insieme due cose che ti colpiscono.
E settembre. E il tempo. E tutte le cose, a cuore impreparato, che in questa vita bisogna affrontare.
giovedì 12 settembre 2019
"Eppure, se avessi potuto ricominciare da capo, ero sicuro che avrei rifatto le stesse identiche cose. Perché quello ero io: quella vita in cui continuavo a perdere tutto.
Non avrei potuto fare altro che diventare me stesso, nient'altro che me stesso, con tutte le persone che mi avrebbero lasciato o che io avrei lasciato, con tutti i bei sentimenti e le magnifiche qualità e i sogni che sarebbero andati in distrutti, o perlomeno che avrei dovuto ridimensionare.
Un tempo, quando ero più giovane, mi ero illuso di poter diventare qualcos'altro.
Però finivo sempre per tornare allo stesso posto, come una barca dal timone bloccato. Quello ero io.
Non potevo andare da nessun'altra parte.
Ero lì, e aspettavo di tornare."
Haruki Murakami, La fine del mondo e il paese delle meraviglie
Aspettare e sperare a vanvera, che accada qualunque cosa che sblocchi il mio timone.
"(...)Quel giorno capirai che la passione ha una scadenza
e che è soltanto una scemenza
cercare il cielo in una stanza
ma ti piacciono le favole lo so
è più forte di te
e dei tuoi alibi di ferro
arrugginiti dalle lacrime di questo stronzo innamorato di te
ci ho scritto pure una canzone
forse nutrendo l'illusione
che nei tuoi occhi ci sia quello che non c'è
Ma è solo un attimo
come dire
un errore di distrazione
di questo cuore sempre attento
a non fare un passo falso
a non essere mai convinto di niente
Ma è solo un attimo lo giuro (...)"
Brunori Sas
La canzone vale tutto il film.
Nel film, che scivola via come una giornata qualunque di un giorno qualunque, ma proprio per questo arriva con una certa dose di realisticità,ci trovo una fotografia chiara e sfuocata insieme di un periodo della vita che finché non lo attraversi, non lo sai com'è per davvero.
martedì 20 agosto 2019
"Personalmente non ce l'ho con nessuno di voi,davvero. Dal primo all'ultimo vi reputo miei fratelli,- Tommie si era deciso a dire qualche parola - anzi devo ringraziarvi per quello che ciascuno ha dovuto sopportare ". Dopo una pausa in cui aveva tentato di guardare negli occhi tutti quelli che trovava, aveva aggiunto:" non c'è dubbio però che arrivato a questo punto io non mi tiro indietro. Devo almeno difendere il mio orgoglio, che poi è lo stesso della mia gente. Io vado avanti, anche senza di voi." John, in disparte,aveva annuito vistosamente. Forse nella sua testa giravano le parole di Martin Luther King: " Per chi non può esserci e per chi non vuole esserci". Neanche John aveva dubbi. Lui era con Tommie. Così come Tommie era con lui."
Trentacinque secondi ancora, Lorenzo Iervolino
Arrivo alla fine di questo libro ancora con i brividi e la commozione. La pelle d'oca ad ogni pagina, la voglia che non di finisca. Raramente mi capita.
venerdì 9 agosto 2019
"Che cos'è quest'ansia / che mangia la pancia
Che cos'è che manca / forse un conto in banca
E quello che voglio / è viverla meglio
Di così
Ho lasciato i sogni chiusi nell'armadio
Che dentro al cassetto non ci stanno più "
Di così, Brunori sas
Ultimamente mi chiedono tutti cosa mi piacerebbe fare.
Lo scopo, ovviamente, è quello di fare chiarezza e di dirigermi lì, dove voglio andare, dove trovare un senso, dove svegliarsi non sarà più una levataccia. Perché anche le levatacce hanno uno scopo, o una qualche elaborazione almeno, se vissute nel mondo e nel modo normale.
Ti danno un senso anche le levatacce, pare.
Il problema è che quel posto, pur esistendo, non c'è.
Si palesa nella vita che mi porto appresso nella testa, e lì è tutto esattamente come deve essere, come voglio che sia, nonostante sia altrettanto difficile e duro e impegnativo. Ma non ne esiste una versione concreta, con un conto in banca, una casa, le feste comandate. Non a questo punto della mia vita.
E non è confusione. O mancanza di organizzazione.
È che, ormai, niente mi appassiona a tal punto da spingermi in quella direzione.
Quindi resto ferma, in attesa di non so quale segno, di non so quale vento sulla strada, di non so quale intuizione o scintilla. Mi accontento di quello che capita senza convinzione, perché tutte le volte che per sbaglio comincio a convincermi che magari è la volta buona, succede l'esatto contrario. Un copione fisso. Non importano più nemmeno le parole o le azioni o quello che tutti mi rimproverano di non avere, l' "atteggiamento positivo".
È solo una grande deriva.
Una deriva di cui continuo a scrivere ossessivamente, senza soluzione di continuità, senza risoluzione di fondo.
Vorrei solo viverla meglio di così.
(Tutto questo perché cercavo disperatamente una canzone inedita di Brunori presente in questo film qui, ma mi sono imbattuta in quest'altra canzone ed è partita l'immedesimazione 🤦♀️)
mercoledì 31 luglio 2019
"Voi avete mai avuto il tonfo al cuore? Secondo me sì.
Il tonfo al cuore è quando il tuo muscolo cardiaco, a causa di una grossa emozione, decide di staccarsi dal suo naturale luogo deputato e cade giù. E cade e cade e cade e cade e cade. Etu lo senti cadere e ti chiedi: " E adesso? E adesso che mi è cascato il cuore che si fa? Muoio?".
No, a meno che non si soffra di gravi patologie cardiache non si muore.
Però si perde il fiato. La testa. La vista. Il sangue nel tuo corpo inizia ad andarsene a zonzo e se sei in piedi è meglio che ti siedi. Io per fortuna sono seduto."
Guido Catalano,
Tu che non sei romantica
E cade e cade e cade e cade e cade.
L'ultima volta e poi basta all'infinito.
martedì 30 luglio 2019
" Patente, libretto, illusioni, persone da dimenticare, evidenze ignorate, notti lunghissime, lacrime trattenute, (...) schianti evitati e tempo perso"
La Ballerina di Polvere, @Twitter
Avete presente quando ieri scrivevo dei silenzi?
Ecco.
Vorrei parlare in modo obbiettivo di quell'attesissimo momento (anzi due), (io a queste giornate ho fatto l'abbonamento inconsapevole come ad amazon prime), in cui mi trovo a subire lunghe estenuanti paternalistiche che non ammettono contraddittorio su:
- quanto io sia una persona confusa senza un reale progettualità di vita;
- quanto io sia imprecisa e continui a far parte di quei 9 stagisti su 10 che, arrivati nella grande azienda, vengano poi mandati via perché inadatti;
- quanto dovrei inseguire i miei sogni ché, se fino ad ora è andata così male, è perché ho fatto solo lavori che non seguono le mie attitudini.
- quanto vivere con orari disordinati e pasti ancora più disordinati mi qualifichi come persona inaffidabile e poco operativa.
So che sto dimenticando qualcosa, ne ho sentite così tante versioni in sole 40 ore che faccio prima ad inserire anche il disturbo compulsivo dell'attenzione nell'elenco e magari sono tutti contenti.
Poi ovviamente qualunque sia la mia argomentazione la risposta è: "sono tutte scuse, dovresti lavorare per andare oltre i tuoi limiti e farcela".
E di rimando, quando magari il limite di sopportazione (mio) è arrivato ad un punto critico un: "le persone te lo dicono per il tuo bene, per essere utili, dovresti essere meno rigida e ascoltare di più i consigli."
Vorrei davvero parlarne in modo obiettivo di questa lunga giornata di giudizio universale.
Ma ho perso tutta la mia umanità nelle pieghe di questi interminabili anni di equilibrio precario, di sopravvivenza rubata, di ansia costante e cadute rovinose.
E l'unica cosa che vorrei è svegliarmi domani mattina ed essere qualcun altro
perché così, no.
mercoledì 24 luglio 2019
LadyHawke, 1984, dir. R. Donner
Da ragazzina ero ossessionata da questo film.
Ricordo pomeriggi continuativi in cui rimandavo la cassetta compulsivamente. Ho esasperato mia madre rivedendo il film quasi ogni giorno, per un mese intero.
Lo conosco a memoria,ne adoro la colonna sonora, lo cito frequentemente.
E adesso anche Navarre se n'è andato. E mi sento un po' più persa, lontana dall'adolescenza e dalla gioventù in maniera più tangibile.
E non riesco a fare a meno di pensare che, come Roy Batty in Blade Runner, anche Rutger Hauer ci lascia nel 2019.