lunedì 28 agosto 2023


Che cosa fai quando non puoi fare niente?
quando sei costretta a vedere il declino inesorabile di chi ami come ami te stesso?
Dopo una lunga e difficile settimana, il veterinario che la segue mi ha consigliato di parlare con una sua collega oncologa, perché il quadro della situazione non è ottimistico.
Sono una persona razionale e so che, come gli esseri umani, anche gli animali non sono eterni, che invecchiano prima, che possono ammalarsi. Ma non so se sono pronta. 
Lei è tutto ciò a cui mi sono aggrappata per andare avanti negli ultimi anni, soprattutto in quei periodi in cui non vedevo via d'uscita e non avevo voglia nemmeno di alzarmi dal letto.
E adesso che almeno qualcosa va meglio, non ce la possiamo godere nemmeno insieme.

All'inizio dell'anno, che è stato duro come tutti gli inizi dell'anno in cui sei sola per forza di cose, mi ero fatta un solo augurio: di arrivare con lei alla fine di questi 365 giorni. Possibilmente in salute, ho aggiunto.
Qualcuno deve avermi ascoltata e, come in tutte le cose a cui tenevo di questa stramaledetta vita, ha deciso che doveva punirmi con il dispetto peggiore.

sabato 12 agosto 2023


Oggi sono 27 anni dalla morte di mia madre, ma per me è come se fosse successo ieri. Aveva solo 46 anni, la stessa età a cui mi sto avvicinando io ora, ed allora io ne avevo appena 17. 

Che poi sarebbe oggi.

Continuo con la mia vita, perché è più forte, anche se so che l'altra vita, quella con lei presente, sarebbe certamente stata diversa. Io sarei stata diverse. E avrei avuto ricordi diversi a cui aggrapparmi, una volta venuto il  momento.

Prendo le mie decisioni, inciampo nei giri immensi di ogni conseguenza, subisco le parole di chi non ci è mai passato e non può capire che significa, non può capire l'impatto (innaturale) della cosa. Di cosa si ferma, si spacca, crolla in una vita qualunque (ho sempre saputo bene che non sono la prima e non sarò nemmeno l'ultima, come mi ripeteva spesso la sorella minore di mia madre per costringermi ad accettare) per non ripartire più, o ripartire monco, come se ti mancasse un braccio o una gamba. Di cosa non avverrà mai. Della mancanza che invece di diminuire con gli anni, aumenta. Dei consigli che non puoi chiedere, dei pensieri che restano taciuti perché incompresi da chiunque o interpretati.

Ricordo chi c'era e stava con me.

Ma è sempre come se fosse successo ieri. Che poi sarebbe oggi.