" But what do I Know
About all these useless dreams of living alone
like a dogless bone
So
So come let me love you
and then
colour me in"
" Sarebbe tutto più semplice se non ti avessero inculcato questa storia del finire da qualche parte, se solo ti avessero insegnato, piuttosto, a essere felice rimanendo immobile. Tutte quelle storie sulla tua strada. Trovare la tua strada. Andare per la tua strada. Magari invece siamo fatti per vivere in una piazza, o in un giardino pubblico, fermi lì, a far passare la vita, magari siamo un crocicchio, il mondo ha bisogno che stiamo fermi, sarebbe un disastro se solo ce ne andassimo, a un certo punto, per la nostra strada, quale strada? Sono gli altri le strade, io sono una piazza, non porto in nessun posto, io sono un posto."
"[...] Si accorge ogni tanto di cercare di mettere a fuoco i dettagli di quel viso, e si sgomenta di non ricordarlo quasi, di perdere particolari e sfumature. E anche il rombo sordo della mancanza, che è sempre in sottofondo, si affievolisce piano, come la lama fosse sempre meno tagliente e bastasse non fare movimenti bruschi con il cuore. E' una cosa di cui si sente in colpa e che al tempo stesso gli dà un piccolo sollievo, la differenza tra una ferita che brucia e un dolore leggero e costante che non passerà mai ma si sopporta, ci si convive"
" E poi c'è quel biglietto, ora, quando lo rileggo, mi domando se avessi detto "sì" cosa sarebbe successo, chi sarei io, in un'altra vita? Sarei sposata, e sarebbe durato quel matrimonio oppure no? Di questo, in fondo, poco mi importa, se non l'ho voluto allora era giusto così, però qualcosa manca in questa vita: un figlio, che madre sarei stata? avrei voluto esserlo, allegra e dolce come la mia, persa troppo presto, ecco allora a volte io penso che lei sta lì, in quell'universo parallelo, è lì dov'è fa la nonna dei miei figli e sorride (come solo lei sapeva fare).
<<Gli piace parlare con lei, ha una qualità fresca e diretta, quindi cerca di pensare a qualcos'altro da dire, qualcosa di vero. "Un giorno mi sono svegliato e mi sono reso conto che era troppo tardi per cambiare le cose.Quelle grosse, intendo".
"Io penso che non sia mai troppo tardi per cambiare le cose" ribatte Paulette.
Lui sorride. E pensa: è proprio così che funziona, col destino, capisci cos'ha in serbo per te quando è troppo tardi per rimediare. Per quello è il tuo destino - perché è troppo tardi per rimediare.
"Quindi è qualcosa che esiste solo a posteriori?" domanda lei.
"Direi di sì">>
"Sono tutti così impauriti dal tempo e di come faccia sparire le cose...ma è per questo che siamo fotografi, no? siam conservatori per natura...scattiamo foto per fermare il tempo e affidare i singoli momenti all'eternità: la natura umana resa tangibile"
"Sono preda dei giorni che verranno, dei volti che non torneranno più ogni volta che il ridere si spegne. Cosa sarà di noi... di tutti i fuochi e di questo pregare in una pioggia tremenda, da far stringere le mani, che chiuda e apra finestre,estati, inverni e tutte le mie case, i miei balconi.
Che ci cadano addosso mille sere come negli anni, una dentro l'altra. Se muore un po' per vivere più forte, se il tempo deve farsi un tempo solo tutto pieno come un sasso che va a fondo"
"Il tempo è fuggito tanto velocemente che l'animo non è riuscito ad invecchiare"