Qua si sposano norma e rischio,qua il sole sorge ogni notte...
domenica 17 febbraio 2019
Il cielo sopra Berlino,1987, dir. W. Wenders
"(...)Ma a volte la mia eterna esistenza spirituale mi pesa...e allora non vorrei più fluttuare così in eterno....vorrei sentire un peso dentro di me, che mi levi questa infinitezza, legandomi in qualche modo alla terra...a ogni passo, a ogni colpo di vento...vorrei poter dire ora...e ora...e ora...e non più da sempre, in eterno. Per esempio, sedersi ad un tavolo da gioco ed essere salutato, anche solo con un cenno.Ogni volta che noi abbiamo fatto qualcosa era solo per finta (....) solo per finta. Non che io voglia generare subito un bambino o piantare un albero, ma in fondo sarebbe già qualcosa ritornare a casa dopo un lungo giorno dar da mangiare al gatto (...), avere la febbre, le dita nere per aver letto il giornale. Non entusiasmarsi solo per lo spirito, ma finalmente anche per un pranzo, per la linea di una nuca, per un orecchio...mentire, e anche spudoratamente...e camminando, sentire che le ossa camminano con te...supporre, magari, invece di sapere sempre tutto...ah!oh!ahi! Poterlo dire finalmente! Invece di si è amen..."
Bruno Ganz per me resterà per sempre Damiel. Ora un po' di più.
lunedì 4 febbraio 2019
"Ticking away the moments that make up a dull day (...)
You are young and life is long and there is time to kill today
and then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun
And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking (...)
The sun is the same in the relativa way, but you're older
Every year is getting shorter, never seem to find the time
plans that either come to naught or half a page of scribbled lines (...)"
" You can never ever leave without leaving a piece of youth (...) And you know you're never sure But you're sue you could be right"
Gli Smashing pumpikins, più di ogni altra cosa, mi ricordano il liceo e la mia compagna di banco,che mi aveva passato il doppio album con questa canzone, tra la quinta ginnasio e la prima liceo.
Mi ricordano almeno due occupazioni, quella del 1995 e quella del 1996, in cui i pomeriggi passavano a suon di chitarra, tra Gun's n roses e Smashing pumpikins, appunto.
Ascoltavo questa canzone stasera, mentre ero a cena con un paio di amici.
Non ho potuto fare a meno di fare due conti e realizzare, se ancora ce ne fosse bisogno, che ormai sono quasi passati 25 anni da allora.
Una cifra che non riesco nemmeno a dire ad alta voce, eppure lì, tonda come poche.
"E il tempo non è mai tempo, alla fine".
O si?
giovedì 24 gennaio 2019
"Chiedo ai cieli un cuore perpendicolare al mio
Ma l'estasi, ma l'io senza più io?
Da cinquant'anni ormai io chiedo ai cieli
un cuore perpendicolare al mio
e mi arrivano tutti paralleli."
P. Valduga
E mi arrivano tutti paralleli.
martedì 1 gennaio 2019
"Una nuova vita vi attende nella colonia Extra-mondo. L'occasione per ricominciare in un Eldorado di buone occasioni e di avventure."
Biase Runner, 1982, R. Scott
# finalmente è arrivato
# Day 1
domenica 30 dicembre 2018
"Maybe happiness is this:not feeling like you should be elsewere, doing something else,being someone else " #domenica #DayOff #ioeLilo
giovedì 13 dicembre 2018
"Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi
E gli occhi e un cuore che non basta agli occhi
E per la tranquillità di chi va per mare
E per ogni lacrima sul tuo vestito,
Per chi non ha capito.
Santa Lucia per chi beve di notte
E di notte muore e di notte legge
E cade sul suo ultimo metro,
Per gli amici che vanno e ritornano indietro
e hanno perduto l'anima e le ali.
Per chi vive all'incrocio dei venti ed è bruciato vivo
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia.
Santa Lucia,il violino dei poveri è una barca sfondata
e un ragazzino al secondo piano che canta,
ride e stona perché vada lontano,
fa che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe,
anche la solitudine.
F. De Gregori
Qualche giorno fa ho avuto notizie di una vecchia prozia.
E' la sorella della nonna, quella che per me è sempre stata la zia del mare.
Quella che si andava a trovare alla domenica o nei giorni di festa, perché viveva in un altro paesello, trasferita per amore quando io ancora non ero nemmeno nata.
E' la zia che, pur venendo dallo stesso paesino del sud, parla un dialetto diverso dal mio, ché dopo tanti anni ha preso la cadenza del nuovo paesello e del marito, uomo che ricordo già vecchio, che mi raccontava sempre di quando viveva in Germania e degli amici che si era fatto.
E' la zia che ogni volta che mi parla, di persona o al telefono, mi chiama sempre "bambina mia" e, allo stesso modo della nonna, mi consiglia sempre di aver pazienza con i fatti della vita, nel modo proprio di quegli anziani che si son visti passare una vita di sacrifici davanti agli occhi e sulla pelle. Se la nonna è sempre stata la matrona della famiglia, quella sicura di sé e forte di carattere, questa zia ha sempre avuto, forse, una nota più dolce nei comportamenti. A volte penso sia dovuto al fatto che non ha avuto figli e che noi abbiamo rappresentato quei figli che non ha avuto.
Alla casa al mare, alla sua casa natia,che poi è anche quella della nonna, alla casa del suo paesello diverso, con il giardino con gli alberi ricavato in un ala della casa, sono legati gran parte dei miei ricordi di bambina e adolescente.
Quei ricordi che non solo mi tornano alla mente, ma che ogni tanto sogno per davvero...con le stesse luci e le ombre di allora: e mi rivedo bambina che gioco a palla nel suo giardino piastrellato o vado alla scoperta della soffitta che in realtà non era una soffitta. E i dolci di Natale e i regalini della domenica.E i pomeriggi al mare, le giostre, il primo tuffo dalla scogliera, i tramonti sulle scale di case, proprio davanti al mare. L'odore di salsedine come mai più l'ho sentito da quando avevo 12 anni. La canna da pesca dello zio sempre sull'uscio di casa, le passeggiate sul lungomare.
L'altro giorno una delle sorelle di mia madre, che si prendeva cura di lei dopo la morte del marito e il sopraggiungere di anzianità e acciacchi vari, mi ha detto che, dopo tanto tergiversare, han dovuto trasferire la zia del mare in una casa di riposo perché ormai le sue condizioni di salute necessitavano di un controllo 24h su 24h.
Non mi sono sorpresa e ne comprendo la decisione.
Ma oggi è Santa Lucia, è il suo onomastico e per la prima volta in decenni della mia vita non ho potuto farle gli auguri perché non ha un cellulare, non ho modo di contattare la struttura e sono ormai via da un paio d'anni.
E mi manca sentirmi chiamare "bambina mia" anche se ormai sono adulta e di bambina ho giusto le lacrime.
E' come se un altro pezzetto di me stessa e del mio cuore sia andato perso.
Spero solo che, come dice la canzone, questi ultimi tempi le siano lievi. E così la solitudine.
sabato 1 dicembre 2018
Dice "tu vai pure a lavoro, io tengo caldo il letto per quando rientri stasera".
# la paraculaggine dei gatti
# lavoro di sabato
# again
# dicembre
giovedì 22 novembre 2018
Fate, Grey Reverend
" It's only fate, Some things aren't meant to be...it's only fate, It's everything you bargained for"
mercoledì 14 novembre 2018
Strong, London Grammar
"Excuse me for a while...While I'm wide eyed and so damn caught in the middle Have you wondered for a while...I have a feeling deep down you're caught in the middle...
yeah i might seem so strong... yeah I might speak so long...