venerdì 26 novembre 2010

MI SEMBRA..

"...CHE TUTTI ABBIANO UN DESTINO TRANNE ME.
STO GIOCANDO A MOSCA CIECA CON LA VITA,CON GLI INCONTRI, 
STO GIOCANDO A NASCONDINO CON GLI IMPEGNI,
A GUARDIA E LADRI CON LE RESPONSABILITA',
GIOCO A POKER CON L'AMORE:NON SI PERDE,NON SI VINCE,
SI SCOMMETTE SULLE POSSIBILITA' DI QUALCHE COSA 
CHE SUCCEDA E NON SUCCEDE,
DI QUALCOSA CHE SI ASPETTA E NON ARRIVA,
O SI SMETTERE SOLTANTO DI GIRARE..."


Solo a volte..


Poi sempre a volte c'è questa sensazione...quando prendi un profondo respiro
e improvvisamente qualsiasi cosa sembra andare nella direzione giusta.
Quando non capisci dove stai andando,
a volte,ci sono questi momenti in cui ti fermi per strada,in mezzo alla stanza,
mentre sei intento a pensare a qualcosa o fare qualcos'altro ancora,
e sei preso da questa sensazione,
che non può essere descritta..la senti e basta.

Solo...avrei bisogno di più momenti così.

mercoledì 24 novembre 2010

PER RESTARE IN TEMA....

                     
                                                 "Your Secret" by J.S.Monzany

martedì 23 novembre 2010

IL MIO GATTO OGNI TANTO FACEVA IL CANE


Questa vignetta mi ha fatto pensare con un sorriso a quelle che erano le buffe
stranezze del mio gatto.


Quando vivevo con mio padre,
tutti i miei rientri notturni spesso ad orari improponibili
erano accompagnati dall'accoglienza del mio gatto:
qualunque ora fosse, sentiva la mia auto entrare nello spiazzo di casa
e puntualmente si appostava dietro la porta,grattando insistentemente contro lo stipite,
mentre io salivo in fretta le rampe di scale per arrivare a casa.
Era come per dire "sei tornata,ti stavo aspettando...".
Mi ricordo delle mattine dopo,quando mio padre a colazione
mi diceva:"Insegna al tuo gatto a non fare il cane,altrimenti sei fregata".
Ed io non potevo fare a meno di sorridere.


Era il migliore dei benvenuti
Non riesco a quantificare quanto mi manchi...
Questo prossimo Natale sarà un po' come essere un ospite a casa mia.

domenica 21 novembre 2010

POCHI CONCETTI BASE

"HO BISOGNO DI QUALCUNO PER CUI ESSERE INDISPENSABILE. DI UNA PERSONA CHE SI DIVORI TUTTO IL MIO TEMPO LIBERO, IL MIO EGO, LA MIA ATTENZIONE.
QUALCUNO CHE DIPENDA DA ME.UNA DIPENDENZA RECIPROCA."

— Chuck Palahniuk - Soffocare



"IO NON VOGLIO ESSERE UNA DONNA "FA LO STESSO"
(NEL SENSO CHE SE C'E' O NON C'E' "FA LO STESSO”)
NO. IO VOGLIO L'ENTUSIASMO .
E’ L'UNICA COSA CHE PRETENDO....
VOGLIO SENTIRE CHE VEDERMI O NON VEDERMI NON E' UGUALE."
                        

"AI TEMPI DI MIA NONNA NON SI BUTTAVA VIA NIENTE.
NEMMENO L'ESPERIENZA.
UN BACIO ERA UNA COSA RARA NELLA VITA DI UNA PERSONA E VENIVA CUSTODITO COME UN TESORO.
IL DOLORE LO SI CONSERVAVA GELOSAMENTE PER NON DIMENTICARLO.
E DA QUELLO SI IMPARAVA.
ADESSO CALZE,DOLORI E BACI,CONSUMIAMO TUTTO,ROMPIAMO TUTTO,
CI DISFIAMO DI TUTTO."
                                                              Marcela Serrano  

L'altra sera ero a cena con un paio di amici.
E volenti o nolenti finiamo sempre per l'imboccare
la stradina scoscesa e dissestata del discorso che porta 
sempre alla stessa identica meta:
la mia sfacciata e arrogante incontentabilità sentimentale..
Quando uno di loro mi ripeteva forse per l'ennesima volta 
con il suo tono pacato e pratico 
"c'è tanta bellezza nelle persone che hai intorno",
io ho risposto spero altrettanto pacatamente e senza vena polemica come mio solito
"Evidentemente io non sono per niente brava a coglierla.
Ma la verità è che io so benissimo quello che voglio."
E' QUESTO IL PROBLEMA
Al che la mia Coscienza quella con il volto,il nome e l'indirizzo diverso dal mio 
mi ha chiesto "riuscissimo a capirlo anche noi che cosa vuoi".
Come al solito sono rimasta in silenzio.
Perchè è difficile formulare certi concetti senza avere la sensazione che 
sembrino stupidaggini o fantasie di una 17enne che non sa niente della vita.
Perchè ,sempre più spesso,ho la sensazione che ciò che per noi è importante e sarebbe utile per far capire come siamo e cosa vogliamo, 
una volta uscito dalla nostra bocca e affidato alle orecchie del nostro interlocutore 
diventa improvvisamente qualcosa di stupido ed inutile, che quasi ti vergogni di averlo detto.
Perchè spesso mi trovo a considerare che forse è meglio tenersi tutto per sè,
immaginare dialoghi e risposte che sono sempre esatte, sempre giuste.

Ecco..questo post credo sia una sorta di risposta,
per chiarire i miei concetti di base e la mia personale visione...

giovedì 18 novembre 2010

DIVENTARE GRANDI IN UN TEMPO PICCOLO...

                      


Diventai grande in un tempo piccolo

mi buttai dal letto per sentirmi libero... 


....dipinsi l’anima

su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all’ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le tele con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo... 

Si,lo so.LO SO.
Avrei dovuto scrivere il terzo segreto.
Magari qualcosa anche più interessante di quelli precedenti.
Magari qualcosa di serio questa volta. E intrigante..E inaspettato.....E.
Una mia amica spagnola chioserebbe: "devi uscire dall'armadio".
anche se in spagna la cosa ha un significato particolare che qui non centra granchè.
E se penso che mi mancano ancora altri 5post mi viene un po' di ansia,ma ce la posso fare...
INVECE NO.

Questa è una deliberata e ponderata deviazione.
(OVVERO:Sto prendendo tempo perchè bisogna essere decisi anche nel tergiversare.)
Sto scavando nel mio passato e nel mio presente alla ricerca di qualcosa che possa
essere degnamente catalogato come "SEGRETO INCONFESSABILE".
Ma al momento è come se mi fossi persa nel labirinto della mia mente.

MA...visto che a mia coscienza 
che ha un nome e un volto e un indirizzo diverso dal mio (non sto scherzando) 
ieri sera mi ha ricordato che è passato troppo tempo dall'ultimo post,
ho pensato che fare una deviazione è sempre meglio che niente.
Ed eccomi qui.
Tuttavia, giusto per non perdersi per strada,non mi allontanerò poi tanto dall'argomento principale.
Questo post è una sorta di smentita ufficiosa degli avvenimenti del secondo segreto:
la realtà che incontra la fantascemenza e la demolisce in 1h10m.
dico ufficiosa,perchè per quella ufficiale voglio aspettare che ci sia la prova scritta,nero su bianco,che non sconfessi tutte le scempiaggini portasfiga che sto scrivendo qui.

1h10min è esattamente il tempo che ho impiegato per liberarmi
del fardello di quasi tutta un'esistenza.
ok,si..forse è un po' esagerato,ma 
dovete imparare a guardare i fatti dal mio punto di vista.
Quindi la classificazione dell'evento non è poi tanto sbagliata.

1h10min è un tempo che dovevo affrontare,ma che ho rimandato
consciamente e inconsciamente per un anno intero,
in preda al terrore di non riuscire.

1h10 è un tempo che,
mentre ero seduta su una scomodissima sedia in legno,
nell'aula più brutta di tutto Palazzo Nuovo,
combattendo con il brivido di terrore che mi correva dietro la schiena
a causa di domande incalzanti le cui risposte conoscevo benissimo,
ma non so perchè non riuscivo a formulare come volevo,
mentre ero occhi negli occhi con un'assistente molto alternative e smisuratamente appassionata d'arte,
cercando di ricordare chi stracazzo erano gli espressionisti astratti americani,
ultima domanda,
sembrava non passare mai.

1h10min è un tempo in cui ho fatto un altro passo il penultimo 
verso un obiettivo che non credevo di riuscire a raggiungere 
perchè le mie fobie,
le mie incongruenti stranezze,le mie sconcertanti pigrizie,
la mia innata volubilità rispetto alle cose in generale,
senza contare tutti gli avvenimenti che si sviluppano
intorno alla mia vita indipendentemente dalla mia stessa volontà,
mi bloccavano o deviavano il percorso quasi incessantemente,
con il pericolo di farmi perdere la strada.
E In questi 12 anni di studio io ho sbandato parecchio e pericolosamente.
Nel mentre ho perso tante battaglie..
con me stessa e le mie aspirazioni;
con il mondo in generale,che ti vuole sempre rapido e veloce,
perchè bisogna sempre essere in orario con le tappe che le convenzioni stabiliscono;
con le persone,tutte quelle che nei miei confronti avevano un sacco di aspettative. E invece hanno trovato altro.
Ma forse,miracolosamente,potrei vincere una piccola guerra.

1h10 min:Ci ho impiegato 10 giorni a cercare di scaricare la tensione che ne è derivata.
Mi sono impegnata così tanto per chiudere questo discorso che,
a mente fredda, ancora ho la sensazione di non aver festeggiato come si deve.

1h10min:è un tempo piccolo in cui sono diventata nuovamente adulta
e spero libera di cominciare a vivere veramente come vorrei.
Imparando a rischiare di più,
ad avere aspettative più malleabili.
Ad essere più cosciente di me e di quello che posso o non posso fare.

Perchè l'ULTIMO ESAME UNIVERSITARIO DELLA MIA ESISTENZA
E' STATO SOSTENUTO.PASSATO.ARCHIVIATO.
ORA MI DEDICO ALLA TESI. 
ALL'ULTIMO PASSO.

sabato 30 ottobre 2010

SECRET #2 : IO,LA SCONOSCIUTA E LA FANTASCEMENZA INCONFESSABILE



"CHI MI HA FATTO LE CARTE 
MI HA CHIAMATO VINCENTE MA
LA ZINGARA E' UN TRUCCO..
E UN FUTURO INVADENTE FOSSI STATO UN PO' PIU' GIOVANE 
L'AVREI DISTRUTTO CON LA FANTASIA
L'AVRAI STRACCIATO CON LA FANTASIA"

                                                                     F.De Gregori,RIMMEL



"SO SHE DANCES
IN AND OUT OF THE CROWD LIKE A GLANCE
THIS ROMANCE IS FROM AFAR CALLING ME,SILENTLY"


                                                                 J.Groban, SO SHE DANCES


Questo segreto è un po' vecchiotto.
Ha 12 anni suonati,ma credo possa considerarsi almeno un po' intrigante,
collegato com'è a quel lato di me irresistibilmente attratto 
dagli accadimenti futuri tanto da desiderare che certe cose fantascientifiche 
possano essere in qualche modo afferrabili e tangibili nella realtà.
Mi ricordo l'evento in quasi tutti i suoi particolari 
(e la cosa un po' mi spaventa) ma forse è proprio questo che lo rende  rimarcabile come qualcosa di inconfessabile...


Ho questo ricordo di me, 19enne trasognata,appena diplomata 
e iscritta molto spintanemente a Beni Culturali.
E' il periodo di poco precedente all'incontro con il mio lovefriend storico 
(ho sempre desiderato usare questa parola,prima o poi pagherò i diritti di copyright a chi l'ha inventata) 
ed io,timida e malinconica di natura,sono ancora rinchiusa in un dolore personale,che spero si affievolirà con gli anni.
Dopo l'agosto del 1996 il mio tempo normale si è come fermato.
Quando ha ricominciato a scorrere,io avevo finito il liceo,
ma la verità è che non mi curavo nemmeno che fosse giovedì o domenica.
Per molto tempo credo di non aver fatto caso nemmeno al cambio delle stagioni.
Cercavo di reinventare la mia vita senza troppa convinzione 
perchè ero totalmente impreparata agli eventi 
e cercavo di rispondere alle aspettative nella speranza che 
esssere e fare e dire cio' che mi veniva chiesto e suggerito 
avrebbe reso le cose più semplici per me e per tutti.


Insomma,il momento a cui risale questo segreto 
credo abbia la sua influenza sul segreto stesso:
la mia vita da adulta era appena cominciata,
ma ovviamente non è che ci faccessi molto caso.
Pensavo insistentemente al futuro.
Pu' insistentemente del solito intendo.
E forse è per questo che in quel momento 
la cosa mi ha toccata più del dovuto.


E' un tardo pomeriggio di fine novembre.
La mia lezione di storia dell'arte medievale,
durata la bellezza di 3h è finalmente finita e ,
come ogni mercoledì, mi dirigo a casa di S. e M.,
amiche e compagne dei miei primissi anni di università.
Fa freddo,io percorro il viale dell'università quasi di corsa,
imbacuccata nella mia sciarpona rossa e con una borsa piena di libri.
Arrivo da loro e trovo un'atmosfera assai strana.
Non sono sole:ci sono un paio di amici che abbiamo conosciuto al
corso di Storia del cinema e c'è questa ragazza mora,con i capelli corti e neri.
Non l'ho assolutamente mai vista prima.
Forse il suo nome è Agnese,ma ora come ora potrei assolutamente sbagliarmi.
E' seduta accanto ad uno dei ragazzi e,quando entro,gli sta raccontando qualcosa.
Tutti la stanno fissando ammutoliti.
Persino la gattina di S.,un batuffolo bianco indemoniato,
normalmente impossibile da tenere a bada,
è appollaiata sulla mensola accanto al divano e la osserva rapita.
Il ragazzo è un tipo assai cinico e con i piedi per terra.
E la guarda scuotendo la testa.
Come vengo a sapere molto più tardi,
lei gli ha appena raccontato qualcosa che solo lui sa che è successa.
Gli ha parlato di un incidente stradale,da cui lui si è salvato per pura fortuna,
e del suo amico che invece non ce l'ha fatta.
E lui è lì che,basito, continua a chiederle:
"come hai fatto a saperlo?in questa stanza ci conosciamo 
si e no da un paio di settimane e nessuno a parte me 
poteva sapere queste cose".
Ci guarda come se,in qualche assurdo modo,
noi lo avessimo spiato e avessimo concordato uno scherzo di cattivissimo gusto.
Ma ovviamente non è così.
Questa ragazza è un amica della terza coinquilina della casa,
che tra l'altro non è nemmeno lì.
Nessuna di noi la conosce.
Io mi guardo intorno,un po' sconcertata.
S. è un po' imbarazzata dalla cosa.
M.prende in pugno la situazione e cerca di stemperare la tensione.


Ad un certo punto questa ragazza mi si avvicina e mi guarda negli occhi.
Mi prende la mano tra le sue.La accarezza e torna a fissarmi.
Poi mi dice una frase che in 12 anni non ho mai dimenticato:
"Anche se non la puoi vedere,lei è sempre vicino a te e vuole che tu lo sappia."
Di scatto mi volto verso S....
non sto parlando,ma i miei occhi stanno urlando "glielo hai detto tu di mia madre?".
Ma capisco che S. è allibita e spaesata quanto me.
Agnese ricomincia a parlarmi...
mi racconta di un futuro che in questi 12 anni 
io ho cercato di cambiare e forse un po' ci sono riuscita.
Mi parla del fatto che forse non riuscirò a laurearmi 
perchè deciderò di interrompere una parte dei miei studi.
Mi dice che potrei non trovare un lavoro stabile 
e che per questo dovrò accontentarmi di lavoretti saltuari.
Mi parla dei miei 30 anni come se fossero dietro l'angolo.
E di quest'uomo molto più grande di me che non sarà mai mio marito,
perchè io non mi sposerò mai,mi dice seria,
ma che mi renderà la donna più felice e soddisfatta di questa terra.
Mi parla di questi due bambini che saranno i miei.
Poi si blocca,bianca come un lenzuolo,chiede un bicchiere d'acqua 
ed esce dalla stanza.
Io guardo impietrita davanti a me....
c'è una luce fredda nella stanza 
ed i miei occhi stanno guardano i mobili azzurri di questa cucina 
piena di cose che sembrano azzurre anche loro,ma ovviamente non lo sono.
E S. che ad un certo punto mi abbraccia e mi dice 
"sono solo parole,non devi crederci per forza".
Non è tanto il racconto del mio futuro che mi ha sconvolta,
quanto quello del mio passato.
Riesco solo a dire che,vero o no, avevo bisogno di sentirmelo dire.


Da quella serata di novembre sono passati più di 12 anni.
Non ne abbiamo mai più parlato 
e nessuna di noi ha più incontrato quella ragazza.
Almeno che io sappia.
Ed ora ho 31 anni.
Grazie al cielo,almeno una laurea sono riuscita a conseguirla.
E per la seconda è questione semplicemente di tempo.SPERO.
Qualcosa si è avverato e qualcosa no.ANCORA.
E posso dire con estrema convinzione che, certamente,
tutto quello che è successo fino ad ora nella mia vita
è stato nè più nè meno che una conseguenza del mio agire...
o del mio non agire.
E le mie convinzioni,sebbene possa sembrare 
che abbiano una sorta di patina legata a questo avvenimento,
si basano su idee radicate e reali legate alla mia crescita 
e alle esperienze che ho affrontato in questi anni.
Alle esigenze che ho maturato.
Alle aspettative che ho,alcune delle quali sono ancora chiuse in un cassetto 
e sono esattamente il contrario di quello che mi disse quella ragazza.(GRAZIE AL CIELO).


Tuttavia ogni tanto ci penso a questo segreto strano che fa parte dei miei ricordi.
Perchè una piccolissima parte di me,aspetta che una piccolissima parte di quel racconto sulla mia vita abbia una chance di essere vero.


ANCHE SE  TUTTO QUESTO,ORA, HA IL SAPORE DELLE FANTASCEMENZE.....INCONFESSABILI

domenica 24 ottobre 2010

SECRET #1(E SOTTOSEGRETI LEGATI AL CASO)

                        

"MI SONO SEMPRE SENTITA UNA STUPIDA 
PERCHE' NON SO PASSARE OLTRE COSI'....
LA GENTE CHE OGGI HA UN'AVVENTURA,A VOLTE PERFINO UN RAPPORTO SERIO
QUANDO ROMPE DIMENTICA...
PASSA OLTRE COME SE CAMBIASSE MARCA DI CEREALI
IO NON SONO MAI RIUSCITA A DIMENTICARE GLI UOMINI CON CUI SONO STATA.
OGNI PERSONA AVEVA LE SUE SPECIFICHE QUALITA'
E NON SI PUO' RIMPIAZZARE NESSUNO...O QUELLO CHE E' STATO:
OGNI STORIA CHE SI CHIUDE LASCIA UNO STRASCICO
ED IO NON MI RIPRENDO MAI IN PIENO.
PER QUESTO FATICO A LASCIARMI COINVOLGERE...
CON IL SESSO E' UGUALE...NON CERCO AVVENTURE
PERCHE' PERDEREI DI QUELLA PERSONA TUTTO IL QUOTIDIANO:
PER LE PICCOLE COSE HO UN'OSSESSIONE....SONO PAZZA FORSE...
QUANDO ERO PICCOLA MIA MADRE MI DICEVA 
CHE ARRIVAVO SEMPRE TARDI A SCUOLA...
UN GIORNO MI SEGUI' PER CAPIRE IL PERCHE'
IO OSSERVAVO LE CASTAGNE CHE CADEVANO DAGLI ALBERI ROTOLANDO
SUL MARCIAPIEDE O LE INFINITE PROCESSIONI DI FORMICHE
O L'AGITARSI DEL VENTO DI UNA FOGLIA,LA SUA OMBRA...QUESTE COSE.....
CON LE PERSONE FACCIO LO STESSO...COLGO PARTICOLARI IN LORO
DETTAGLI CHE MI COLPISCONO E DI CUI POI SENTO LA MANCANZA
A VOLTE PER SEMPRE...
NON PUOI RIMPIAZZARE NESSUNO PERCHE' OGNUNO PORTA CON SE'
DETTAGLI MAGNIFICI E UNICI"
                
                                                            Celine,"BEFORE SUNSET" 
                                                        (R.Linklater,2004)



Chi mi segue da qualche tempo,
potrebbe (non troppo a torto) tacciarmi 
di una incipiente forma di citazionismo e "auto-ri-citazionismo..."
Avevo già proposto questo passaggio in un altro post 
sul vecchio blog,ma per motivi molto diversi....
E mentre in questi giorni rimuginavo e ripassavo in rassegna 
i miei presupposti e improbabili segreti inconfessabili,
ho trovato questa specifica citazione 
enormemente calzante ad uno di essi 
(e ai sottotesti del caso)...
Così ne approfitto sfacciatamente....
(Ma prometto che cercherò di non perdermi in un dedalo di autorimandi 
e di "non essere una copia di mille riassunti"..)


Questa citazione rappresenta,per me, lo zenit e il nadir 
di molti miei comportamenti-limite innati,
che condizionano non poco 
il mio (turbolento) rapporto con gli altri in genere.
Prima di incapparci per caso durante la visione di questo film,
non ero in grado di esprimere chiaramente 
il concetto nemmeno a me stessa,figurarsi ad una platea di persone. 
Poi l'illuminazione.

Ma cerco di giungere al nocciolo della questione.
Sono sola da molto tempo.
Un po' per scelta personale,un po' per motivi di forza maggiore.
Un po' perchè sono di fatto una contraddizione in termini:
una timida senza speranza e senza via d'uscita
che però ha la vocazione ad uno status quo di spigliata sicura di sè
che proprio non si vuole accontentare.
Una delle mie più care amiche,
che nell'ultimo periodo mi ha presentato un sacco di persone nuove,
trascinata in locali affollati,feste improbabili e in balli sfrenati,
ultimamente sfodera la sua migliore imitazione di Mami nel "Bisbetico domato"
e mi apostrofa con l'affettuoso nomignolo di "zitella acida".
Ma grazie al cielo,ancora non lo sono.

La verità è che io faccio molta molta molta fatica a lasciarmi andare, 
ad essere affettuosa,anche con persone che mi conoscono da immemore tempo.
La verità è che,da un certo punto di vista,
non sono una persona eccessivamente socievole.
Non lo sono mai stata e non credo riuscirò ad esserlo mai.
E non so se voglio esserlo.
La verità è che faccio un'insormontabile fatica 
anche solo a farmi abbracciare dalle persone a cui voglio veramente bene.
Figurarsi da uno sconosciuto.


Questo perchè sento in maniera quasi innaturale la portata 
di ogni singola parola,di ogni singolo gesto,
di uno sguardo,di una sensazione che provo.
E trovo che ultimamente,la leggerezza e l'effimero abbiano 
preso il sopravvento in maniera piuttosto preoccupante.
Ed io proprio non riesco a rilassarmi e lasciarmi andare alla leggerezza 
perchè sono pesante(Ecco l'ho detto...l'ho detto...l'ho detto!!!!) 
ed ho tutti questi retaggi del mio passato,
queste cose provate in maniera spaventosamente eccessiva 
e ingiustificatamente cristallizzate nel mio modo di agire 
ad impedirmi di passare oltre.O ad aiutarmi a tenermi a sicuro.
(Devo decidere bene quale delle due cose è meglio).

Sono li'.Ed io non le posso controllare.E in qualche caso non voglio controllarle.
Sono come gli occhi di una fotografia che mi fissano incessantemente dal mio passato.
A volte mi indicano la strada migliore.
A volte non mi permettono ,
anche solo per uno stupidissimo e innocuo momento,
di concedermi la libertà di essere attratta 
anche da situazioni assolutamente imperfette.

Quindi capita che io mi sottragga in maniera repentina 
quando uno sconosciuto simpatico baldanzoso uomo 
l'altra sera cercava di attaccar bottone mentre prendevo da bere...
Capita che io sia più agitata e imbarazza del dovuto 
quando la bella ragazza bruna,
evidentemente così poco interessata al genere maschile 
e tanto intraprendente ,mi si avvicina senza nessun motivo plausibile 
e mi chiede un bacio.
Per non parlare dell'australiano con due occhi spettacolari,
ma decisamente fuori di testa,
che cercava di instaurare un contatto mirato ad un determinato fine,
incurante che io non capissi la metà della metà della metà di quello che diceva.

Sono pesante.
E la cosa il più delle volte mi salva da situazioni senza via d'uscita.
Sono pesante.
E forse perdo un sacco di opportunità,tra le quali magari c'è proprio quella giusta.
Sono pesante.
E forse non dò una possibilità a chi forse se lo meriterebbe.

Ma ho fede che prima o poi troverò il modo di far diventare la mia pesantezza
un punto di partenza...o un punto di forza.

Sono pesante.
Ma sssshhhhhh.....che resti tra noi.