domenica 1 ottobre 2017

Lecce, anni 80'
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Ho ricordi lontani di me bambina,avrò avuto non più di 5 o 6 anni, in passeggiate in questa piazza,soprattutto verso le feste o in quei giorni in cui era il momento di rifare il guardaroba. Proprio alle spalle della piazza, in una strada parallela, ai tempi c 'era un negozio di scarpe per bambine, Primigi, dove ho passato interminabili sedute di prova.Da lì, sospetto, la mia idiosincrasia per le scarpe.
Mi ricordo decisamente l'insegna della Coca Cola e quella della Campari. 
E le macchine. Tante macchine,parcheggiate laddove ora ci sono fioriere di piante e panchine.

Lecce resta bellissima, tanto oggi in quanto sobria, tantissimo ieri in uno splendore di luci che la facevano sembrare Time Square.

venerdì 15 settembre 2017


La mia Africa,1985, dir. S. Pollack

Quando capisci profondamente lei, ma ti senti inconfutabilmente lui.
Questa cosa (capacità?!?) per la quale provo sempre contemporaneamente due sensazioni diverse insieme,per qualsiasi cosa, mi ha sempre logorato la vita.

lunedì 11 settembre 2017

Il colore nascosto delle cose, 2017, dir. S. Soldini 

In questi giorni ho ricevuto notizie che cambieranno radicalmente la mia vita.
Sto cercando di non fermarmi alle apparenze e di andare oltre. So cosa mi aspetta teoricamente, ma la pratica è sempre un' altra cosa. E mi sento un po' come una cieca che deve imparare a muoversi, pur vedendoci bene.

Nel mentre che cerco di adattarmi,  mi lascio andare alla fantasia. 
Devo dire che Adriano Giannini è perfetto e riempie lo schermo come nient'altro al mondo.

lunedì 28 agosto 2017


"Qualcuno che fabbricava corde intrecciate, mi disse una volta :le corde rappresentano lo scorrere stesso del tempo.  Si torcono, s'intrecciano, a volte si sciolgono, si rompono e poi si connettono di nuovo. Questo è il tempo. "

Your Name,2016, dir. Ma.  Shinkai 

cercavo di spiegare al Lovefriend che cosa intendessi per "essere in una sorta di connessione e complicità con qualcuno" ...ragionevolmente, si diceva che è una cosa che viene approfondita nel tempo, con la quotidianità.  Ma io non intendevo quello.
Intendevo quel riconoscimento, quella sensazione che a volte,esiste anche prescindere, indifferentemente da quanto tempo conosci l 'altro.
Quella cosa che cerco.
Quella cosa che non trovo.
Quella cosa che probabilmente non troverò più. 

E poi mi sono imbattuta in questo film....avrei dovuto vederlo quando è uscito, avevo organizzato con un amico, ma abbiamo sbagliato il giorno.
Abbiamo perso l 'attimo.
Perso il tempo giusto.

Il trailer può ingannare, ma la parte centrale della storia è la cosa più bella e originale che mi sia capitato di vedere negli ultimi mesi.

domenica 20 agosto 2017



Col du Mont Cenis, Punta Clairy e lago  versante francese , 1870 Mt

avrei voluto essere qui l 'anno scorso,al momento in cui la diga è stata svuotata per la manutenzione.  Accade ogni 10 anni e quando accade, un mondo sommerso  di strade e costruzioni ottocentesche riaffiora come memoria di un tempo lontanissimo. 
Io ovviamente ho pensato di anticipare un po ' i tempi ,approfittando della disponibilità di un caro amico.
Ma spero di essere qui nel 2025 e riuscire a godermi un'altra piccola magia.

martedì 15 agosto 2017


"Io ti ho aspettata all'ombra dei tuoi 'per come',
col mio viso angelico percosso dai fatti ".
F. De Gregori, Chissà Dove Sei

Quando viaggio per molte ore, ogni tanto mi chiedo.
Poi smetto.

# Lecce - Torino solo andata
Tutto vola via 
gli amori se ne volano
e gli amici e il lavoro
la casa vola via 
i pettirossi già da tempo 
e da poco ha imparato anche la città 
il camino
i parchi
i nonni
li vedo volare via

ogni cosa ha il suo volo 
e vola via 
e non durano molto a terra 
le cose preziose non durano molto
prima o poi prendono il volo 
e io mi chiedo 
se affezionarsi così tanto ne vale 
davvero la pena

e  volano le cose
in ricordi volano via 
le ambizioni e i coraggi
volano
e pure il sogni migliori volano via 
e portano con sé le paure 
i rimpianti 
i rischi presi
e i rischi più forti di noi
quelli che non prendemmo mai
vola il seno
il senno
il se no 
il se


e tutto vola via 
mai io non so volare 
e me ne sto qui a terra 


che se ti va
dico se ti va
di stare un poco con me 
possiamo benissimo 
farcela a piedi 
che tanto poi il volo vien da sé. 

Gio Evan

In questi giorni, ho pensato molto a questa cosa tutta complessa di ambizioni, coraggi, rischi più forti che non vengono presi e poi.
E poi tutto che vola via e basta.  

Non parlo di rimpianti. 
Penso sempre che non devo lasciarmi condizionare dai "poteva essere":se doveva essere, sarebbe stato al di là di tutto. 

Parlo di esatte mancanze che nella mia vita non riesco a colmare in nessun modo,qualunque cosa faccio o farò, e che inevitabilmente mi portano su terreni minati e instabili. Situazioni fugaci, che lasciano il tempo che trovano. E, soprattutto, lasciano me abbastanza perplessa e dubbiosa in un modo di cui farei volentieri a meno.

Come leggevo da qualche parte, "si va in giro per picole storie, incerte mete, intimità provvisorie" (F. Arminio).
Quando io invece penso sempre di aver bisogno di cose certe e di un tempo che perduri, anche per vedere dove posso arrivare, chi posso diventare o chi sono diventata senza rendermene conto, sempre per quella storia che la percezione che ho di me stessa é ben lontana da quella  che hanno gli altri.

Mi sto abituando ad essere sola e a star da sola; e non lo considero un male, per la vita che mi é toccata in sorte.
Ma che ché se ne dica in giro, spesso e volentieri non è la cosa migliore che capita ad un essere umano.
Anzi.

sabato 12 agosto 2017











"E cosa c'è dietro di noi non lo vediamo, ma qualcosa c'è. Tutto il mare gigantesco e la sua acqua che non dorme mai, e le onde che arrivano da sempre e per sempre una dopo l'altra, toccano la riva e sembra che finiscono lì, ma invece non finiscono. Solo tornano indietro per farne salire altre e altre e altre, con una spinta che non lo so da dove viene ma c'è,sta là in fondo e ci manda su e giù, in questo abbraccio caldo che non serve voltarsi per sentirlo, ci sta tutto intorno, mentre teniamo gli occhi là davanti, verso quello che ci porta la corrente, verso un giorno nuovo che un enorme regalo impacchettato di arancione, ancora tutto da scartare."

Fabio Genovesi,Chi manda le onde


Non tornavo a Lecce da un anno. Un anno preciso proprio oggi, a dire la verità. 
Il 12 resterà sempre un numero influente nella mia esistenza, pare.

L'unica cosa che davvero mi mancava era proprio il mare.E tra due giorni vado via.
Così ho deciso di fotografarlo in tutte le sue versioni: nella bellezza calma di un tramonto, nei suoi momenti di incazzatura più feroce e inaspettata, nella sua quiete notturna.
Mancherebbe giusto l'alba, ma io non sono mai stata una amante dei risvegli prematuri e quindi va più che bene così.

Guarderò queste foto, in futuro, per ricordarmi sempre da dove vengo, ché a volte ho proprio bisogno di dimenticarlo per evitare di impazzire. Ma altre volte c'è bisogno di ricordarselo ,altrimenti è peggio.

Guarderò queste foto per cercare di rassicurarmi (da sola,come sempre) che anche io, in qualche modo che ancora non è possibile spiegare, una corrente dentro che, come le onde, mi spinge da qualche parte ce la dovrò certamente avere;  tutto sta nell'imbroccarla,alla fine. E che poi  mi porti in una qualche parte reale o inventata, buona o cattiva, lo capirò credo sempre troppo tardi, ma vabhé. Quel che conta, diceva quello, è andare.

Guarderò queste foto e cercherò, per quanto sia possibile, di pensare che prima o poi questo giorno nuovo che sia un enorme regalo, arriverà. O più che altro, mi allenerò per riconoscerlo, e poco importa se non sarà incartato di arancione. 
Conterà quello che ci sarà dentro. O che io ricorderò. 



lunedì 24 luglio 2017



Ho capito che ho due guru nella vita.
Uno é Alessandro Baricco. E pensavo che non ci sarebbe stato nessuno in grado di rapirmi con le parole come fa lui.

E l'altro risponde al nome di Federico Buffa.


venerdì 21 luglio 2017


È stata una giornata lunga. 
Dovevo riposarmi e invece è accaduto l 'esatto contrario. 
Non imparo mai.
E mi ritrovo impantanata in cose che non dovrebbero accadere, che portano parole che non si dovrebbero dire. E tutto diventa confuso.
La mia ansia dilaga.  
Non importa se a torto o a ragione. 
Dilaga ed io ne vengo travolta.
Io e chi mi sta intorno. 

Una di quelle discussioni estenuanti di cui non si vede mai la fine. 
Si sente solo quella gran stanchezza senza senso. 
Si sente solo il dopo.
Vorrei poter imputare tutto questo al fatto che sto (di nuovo ) cambiando lavoro e che non so (di nuovo) se devo restare o devo andare a vivere altrove, che mi ritrovo (di nuovo) ad essere sempre sola e contro qualcosa,con tutti che hanno qualcosa da precisare e sottolineare riguardo a come dico /faccio le cose.
Anche se hanno ragione, la cosa non mi fa stare meglio. 
A volte ho la sensazione che sia una malattia, uno disturbo di cui non mi libererò mai.

E non lo so, ma stasera, quando tutto è sembrato essersi un po' placato e la famosa stanchezza ha preso il sopravvento su tutto,non ho potuto fare a meno di pensare a questa canzone.

E a me Guccini nemmeno piace.

mercoledì 19 luglio 2017

" Molte cose, anche, compaiono dal nulla: pezzi di campo che non c'erano, salti di tempo che non conoscevi, angoli che non risultavano in nessuna geometria. Questa è una cosa che adoro dei grandi. quando dribbla Messi, ad esempio, tu percepisci nitidamente la sparizione in lui di un pezzetto di tempo: lui lo deglutisce e quello sparisce proprio. Se ti capita di nascere in quell'istante, non nasci, secondo me. E' un battito mancante, lo stesso che divide eternamente Bob Dylan dal tempo giusto di una canzone e Céline dalla frase che un altro avrebbe scritto e lui invece accartocciava. Rubano un tempo, non so se mi spiego. Altri, il tempo, lo dilatano: Michael Jordan che rimane in aria, le frasi fluviali di Conrad, le melodie di Bellini. Tutta gente per cui il creato é una cosa ancora da finire: per noi é la regola invalicabile del gioco. Per noi se una cosa é solida, é solifa: non scriviamo versi liquidi come Petrarca; se é imprendibile, é imprendibile: non facciamo diventare la luce qualcosa di toccabile, come i quadri di Hopper. Va Cosi' " 
A. BARICCO, The Catcher, Essere Roger Federer

Non amo il tennis. Il più delle volte lo trovo noioso, eccessivamente lungo; in qualche caso eccessivamente logorante (per me), faticoso senza una ragione (per loro che giocano). Ovviamente, in quanto appassionata di sport, sono al corrente di chi sia Federer e del fatto che con la sua ultima vittoria a Wimbledon di qualche giorno fa, sia entrato nella storia. Come Jordan. Come Messi. Come Hopper. 

Eppure finché Baricco non gli ha dedicato un pensiero, anzi una elegia vera e propria, descrivendo ancora una volta con esattezza l'esattezza del gioco, del giocatore e del torneo nello specifico, a me non ha fatto nessun particolare effetto. 

Le parole di Baricco, in compenso, mi hanno resa estatica. Se un tempo e un battito sono mancati per un istante, é perché anche lui riesce con una grazia tutta sua a dilatare questo tempo e questo battito, nella mia giornata.
Va Cosi'.

lunedì 17 luglio 2017




Colle del Nivolet, Parco del Gran Paradiso

Il primo libro che ho letto in vita mia si chiamava "IL COLLE DELLE LANCE". 
Era il 1988 ed io frequentavo le scuole elementari. Il libro é stato un regalo da parte della mia maestra di allora ed é, tutt'ora, uno dei ricordi più belli che ho della mia infanzia. 
La mia passione per la lettura é nata alla fine di quel libro e, grazie al cielo non si é mai spenta.

Il libro racconta della vita di una colonia di marmotte che vive nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, sul confine tra il Piemonte e la Valle d'Aosta, proprio sul Colle del Nivolet, un ampio pianoro oltre i 2000mt.
Fino ad un paio di anni fa, prima che qualcuno mi ci portasse materialmente, ero convinta che il Nivolet fosse frutto della fantasia di uno scrittore che voleva semplicemente raccontare una fiaba e, in qualche modo, insegnare il rispetto per la natura e per i suoi ecosistemi.
Nel libro viene narrata in realtà la battaglia per la vita, la sopravvivenza e la protezione del proprio mondo di questa colonia di marmotte che vengono umanizzate con nomi,caratteri, aneddoti di vita.

Poi, il giorno del mio 36mo compleanno, il mio regalo di compleanno é stata una camminata di una giornata intera tra le nuvole e la neve.
Camminare, come ho già spiegato altrove, non mi entusiasma mai molto;ma scarpinando in questa meravigliosa zona,sono salita più in alto di quanto mai mi capiterà di farlo nella mia vita. Si arriva a toccare il cielo con un dito, o quasi.

Ci sono tornata ieri.
Questa volte c'era meno neve e faceva un po' meno freddo.
Ma una cosa é rimasta immutata: la sensazione di sentirsi parte del posto, come se fosse uno di quei luoghi in cui sei cresciuta e conosci da una vita. 
Questo é, e credo sempre sarà, uno dei miei posti del cuore.