giovedì 9 marzo 2017


Logan,  2017, dir. J. Mangold

Decisamente, il migliore dei film che ci si poteva aspettare per il gran finale di un x-man.
E' struggente  e fatalista come non te lo aspetti.
E' l'immortalità che si incrina, e nelle sue crepe entra la vita con un impatto più devastante di quanto sarebbe lecito pensare, quando ad essere colpito non è un uomo qualunque, ma Wolverine.
E' l'eroe invincibile che in qualche modo ritorna uomo. 
E quell'uomo "ha la sua via tracciata, non può cambiarla".[cit. Il Cavaliere della valle solitaria]

Ovviamente il film non è perfetto, né indimenticabile. 
Se si eccettua che è l'ultimo con Jackman.
E lui si congeda con la sua più riuscita interpretazione per padronanza  e immedesimazione di quello che resta il personaggio iconico dell'universo mutante:e, un po' come Han Solo e Indiana Jones e Mad Max, nessun altro attore potrà mai eguagliarlo o sostituirlo nel nostro immaginario. 
Jackman resterà il miglior Logan di sempre, non importa chi verrà dopo.
E in qualche modo, resterà immortale per davvero.




sabato 18 febbraio 2017



Manchester by the sea, 2016, dir. K. Lonergan

Anche solo pensare di non darglielo, un Oscar, sarebbe scandaloso.

giovedì 9 febbraio 2017

" Mi dicesti che volevi essere amata nel tempo,allora io,ti ho amata venti minuti nel duemilanove,quattro mesi nel duemilaundici,otto giorni nel duemilatredici,una mattina nel duemilaquattordici,e considera che ho lo stesso mal di testa del millenovecentoottantanove" 
Gianni Solla, Hotel Messico, Tumblr

Ho lo stesso mal di testa........ 

domenica 29 gennaio 2017


"Here's to the mess we make" [cit.]

La La Land, 2016, dir. D. Chazelle

avete presente quei finali che sono giusti, reali anche troppo, quelli che un po' ti spezzano il cuore...si, insomma, come succede un po' nella vita...che certi amori fanno i giri immensi e sembrano avere quel non so che di predestinato che proprio non può finire così....e poi, invece di tornare, si perdono?
Ecco. Così.


(Certamente merita tantissimo la messa in scena e la regia: l'ininterrotto citazionismo che perdura per tutto il film, rende ottimamente omaggio al genere in sé e  rende onore a Gene Kelly e Fred Astaire che ne sono stati gli indiscutibili padroni e ispiratori. 
E per sempre lo saranno senza rivali. Sorry Ryan, ci hai provato.
Certamente la chimica che esiste tra Emma Stone e Ryan Gosling sorregge grandemente l'atmosfera post-moderna del film, che diversamente e altrove, sarebbe passata credo inosservata.
Ma, infine, non lo so se sia un film da 14 nomination all'Oscar...pur contravvenendo alla regola aurea e alla ragin d'essere del genere, resta drammaturgicamente parlando, purtroppo, una spanna sotto a Moulin Rouge di Luhrmann, che per me è IL musical moderno senza se e senza ma.
E se  LA LA LAND è destinato a vincere, credo sarà per inadeguatezza del contesto).

venerdì 6 gennaio 2017


Fabio Magnasciutti, Left, Gennaio 2017

cito letteralmente, "Love is in the EH?"
Io ho pensato tanto al fatto che, per me, varrebbe anche la versione del "ti manco".
Precisa e perfetta.

giovedì 5 gennaio 2017


Sense8, Birthday Party Scene, Christmas Special - Season 2

Maggio è troppo lontano.
Non va bene.

lunedì 2 gennaio 2017


" And If the wind is right you can sail away and find tranquillity"
Sailing, 1979, C.Cross
Ho avuto in testa questa canzone per un paio di mesi. Ed erano quasi 20 anni che non mi capitava di averla ascoltata o di pensarci.
L'ho sognata all'improvviso, senza una ragione plausibile o spiegabile, così dal nulla, all'alba di una mattina, nel dormiveglia.Ora non ricordo più bene nemmeno il sogno, che per qualche giorno è stato presentissimo nei miei pensieri, nei minimi particolari. Ma certamente era legato a mia madre e ai miei tempi del liceo.

Di questa canzone non ricordavo nemmeno il titolo. Canticchiavo ripetutamente delle parole a casaccio,in una sorta di loop, di strada per andare a lavoro e mi sono anche un po' innervosita perché non riuscivo a riportare alla mente niente che mi facesse capire che canzone fosse. 
E il cercarla è stato, per qualche giorno, quasi un'ossessione.

Finché stasera, finalmente, ho imbroccato la strada giusta, risalendo in qualche modo a ritroso negli anni e per esclusione, tra hard disk e cd vecchissimi (che dovrebbero essere in qualche scatolone a casa di mio padre e invece, chissà perché, erano qui...).  
You tube e i suoi collegamenti ipertestuali, che hanno conservato traccia di tutto ciò che ho ascoltato negli ultimi 15 anni, hanno fatto il resto, una volta trovata la direzione in cui andare.

Rileggevo il testo ed è un po' strano, come una coincidenza imprevista e insperata, che questa canzone racchiuda un po' il pensiero meditativo che mi sono fatta il primo dell'anno, facendo un augurio ad un'amica.
"Ho la sensazione che siamo persone che non si coprono mai quando arriva il vento", Le scrivevo. E m(c)i auguravo che magari, quest'anno, se questo vento sarà forte come nel 2016, invece di farci travolgere, riusciremo a trovare un appiglio per prenderlo e farci portare lontano. Dove vogliamo o con chi Vogliamo.
Lei, come in una sorta di prolungamento dei pensieri, ha risposto che si augurava per entrambe la capacità di essere più resilienti.

Io non credo di esserlo mai stata, resiliente. Non so se per incapacità o per scarso impegno. Certamente esserlo mi avrebbe risparmiato un sacco di problemi e criticità. 
Ma forse la resilienza è un po' l'altra faccia della medaglia della felicità. 
O sei capace, o no. Ed io felice davvero non credo di essere mai stata capace di esserlo. 
Cosa, questa, che spiegherebbe un sacco di cose.
E non lo so, poi, se sono in grado di impararla questa capacità di affrontare e superare i traumi, volgendoli a mio favore.
Assorbire un urto senza rompermi, in pratica.
Non lo so.

Ma spero di avere un po' di fortuna e trovare il vento giusto da seguire.
Magari, essere resilienti, è riuscire ad avere fede che tutto ancora può succedere, di strada.
Siamo solo, o di nuovo, all'inizio e chissà.
Sono riuscita a trovarla, questa canzone, alla fine. Voglio sperare che sia un buon segno.



venerdì 30 dicembre 2016


The DNA Jouney,2016

Niente, certamente la metà di loro sono attori e magari la storia è anche fatta ad hoc per una pubblicità, ma io tutte le volte, tutte, giuro, mi commuovo fino alle lacrime come se fosse la prima volta che lo vedo.
E si, penso che sarebbe necessario e obbligatorio avere una conoscenza delle nostre origini. Aiuterebbe le nostre convinzioni ad essere più equilibrate rispetto a chi ci è immediatamente vicino o chi è agli antipodi.

domenica 25 dicembre 2016



Natale a Casa Cupiello, 1931, dir. E. De Filippo

Un pensiero va sempre agli occhi belli  del nonno, chè è l'unica cosa a cui mi fa pensare adesso il 24 dicembre.

domenica 18 dicembre 2016


Rogue One: A Stars Wars story, 2016, dir.G.Edwards

Qualcuno chiami quelli della Disney e glielo faccia vedere, così magari imparano qualcosa su come si fanno sia i prequel che i sequel.
Per quanto mi riguarda, questo li spazza tutti via ed è l'unico da poter considerare annesso alla trilogia.

giovedì 15 dicembre 2016


Captain Fantastic, 2016, dir. Matt Ross

" It's a beautiful  mistake. But a mistake." [cit.]
E' quello che afferma Ben Cash in uno dei momenti topici del film: quando, giunto all'epilogo di quello che è in qualche modo un punto di svolta della sua vita, si trova costretto a prendere coscienza che le sue convinzioni e i suoi ideali, che hanno alzato un muro quasi invalicabile tra lui e la società capitalistica del XXI° secolo, pur giuste in sé, hanno mandato in frantumi la vita di sua moglie e potrebbero pregiudicare quella dei suoi figli.

Cash ha deciso di crescere i suoi sei figli nelle foreste del nord-ovest degli Stati Uniti:niente tv, niente elettricità, niente cibo industriale, niente scuola se non gli insegnamenti accurati impartiti dai genitori; tanti libri, tanta musica, ma soprattutto tanta esplorazione, tanto esercizio fisico, caccia e agricoltura biologica. Sull'onda di una serie di utopie dichiaratamente socialiste e sfrontatamente hippie, Ben rende i suoi figli delle menti libere e presenti a sé stesse,capaci di sfoggiare una padronanza dialettica e logica che farebbe impallidire Aristotele in persona, perché nutrite di ogni tipo di nozione (tanto da riuscire a citare la costituzione a memoria e a comprenderne criticamente la sua applicazione) e addestrate a cavarsela nelle situazione più critiche e al limite. 
Ma come dirà ad un certo punto il maggiore di loro, Bodevan,"a meno che non sia scritto su un cazzo di libro, io del mondo non so assolutamente niente". Ed è infatti questo il problema più grande e pericoloso:scegliere di vivere una vita alternativa, in contrapposizione e aperta contraddizione con la società, ha portato ognuno di questi ragazzi ad una vita di reclusione, priva del contatto con i propri simili, che nel bene e nel male, permette di maturare ed evolversi e di plasmarsi come individui indipendenti dalla propria storia famigliare.

Quello di Ben è un proposito meraviglioso che,tuttavia, applicato praticamente, se pur sorretto da tutto l'amore e il desiderio di verità possibili, si rivela un atto dannoso e controproducente.E nel caso della moglie, fatale.
E' a questo punto che il film mi ha coinvolta emotivamente: quando l'uomo prende coscienza del fatto che quel tipo di vita e di ideali distruggerebbero la vita dei suoi figli, fa un passo indietro e decide che quel meraviglioso errore deve essere corretto. Nel limite del possibile.Conosco poche persone che rinuncerebbero alla loro granitica visione della vita per il bene del destino dei loro figli: è necessario un coraggio e un'abnegazione fuori misura e non sempre è una medicina presa in tempo.
E' quando Ben decide di lasciare i suoi figli nella società "normale" e tornare tra le sue foreste, che si rivela la vera onesta intellettuale del film: se vieni cresciuto con determinati valori, anche se quei valori ti portano a tutta birra verso un futuro intricato e difficile, è dura metterli in discussione e abbandonarli definitivamente senza il minimo strascico. Ben lo fa, ma alla fine sono i suoi figli che scelgono di non lasciarlo.
Ed è a questo punto, dopo un viaggio dell'intera famiglia volto a realizzare l'ultimo desiderio della madre, che la piega della loro vita prende in qualche modo una piega meno estremista e secondo me ampiamente più condivisibile. 

Questo film ha messo a dura prova la mia pazienza: l'ispirazione più tangibile è certamente Into the Wild di Sean Penn; ma al tempo, io non ho amato per niente le fondamenta ideologiche di quel film e rivederle applicate pari pari alla vita non di una singola persona, ma di una famiglia intera,fino all'ultimo dei bimbi che ha 5 anni, ammetto che mi ha fatto abbastanza imbestialire. 
Il film riesce, tuttavia, a virare verso un'ottica più gestibile e apprezzabile, e poco importa se alla fine tutto quello che resta è un paesaggio da cartolina: è stato come vedere Into the wild che incontra la Famiglia Bradford,con in sottofondo i Guns 'n Roses. Solo che nel film il papà è L'Aragorn de Il Signore degli Anelli e non Dick Van Patten.
A dirla tutta, a me è andata benissimo così.

martedì 13 dicembre 2016




E' convinzione comune ed inossidabile, un po' per tutti quelli che mi conoscono,che io sia una persona difficile. In generale.
Difficile da prendere. Difficile da accettare. Difficile da accontentare, sopratutto. 
Difficile da sopportare.
Eppure, quando meno me lo aspetto, c'è sempre qualcuno che riesce a rendermi un po' di giustizia.
Qualcuno che capisce che basta regalarmi una tessera con cui comprare del gelato e mi piace persino il Natale.
Il guaio, con le persone che di me capiscono un po' tutto, o quanto meno mi capiscono davvero, è che vivono sempre lontane. 

Chiudo con un ultima, semplice considerazione: gli uomini dovrebbero imparare dalla mia amica Elena....ed ho detto tutto.