domenica 4 dicembre 2011
Midnight in Paris
Questo film era la mia unica occasione di partecipare quest'anno
al Torino Film Festival.
Ma su tre (dico tre) proiezioni in tre giorni diversi e in tre cinema diversi
non c'è stato praticamente verso:
biglietti esauriti in poco meno di due ore.
Io e la mia coinquilina decidiamo di riprovarci stasera.
Cambiamo praticamente altri tre cinema su tre.
Nel mio preferito, a meno di 15 minuti dall'inizio,
i biglietti terminano esattamente al momento del nostro turno in fila.
Una corsa impensabile da un capo all'altro di Torino, a piedi,
per un ulteriore tentativo.
Da Piazza Castello a Corso Vittorio Emanuele II.
Tempo record di 10 minuti.
Imprecazioni irripetibili.
Accaldate e quasi disperate.
Ma alla fine ce l'abbiamo fatta.
I biglietti sono delle reliquie.
Il film ha un solo aggettivo:
ME-RA-VI-GLIO-SO.
(scandito esattamente con questa metrica e a ripetizione).
Allen è riuscito a mettere in scena attraverso il mio mezzo di comunicazione preferito
uno dei miei sogni nel cassetto.
E l'ha fatto con una delicatezza e un'istintività,
ma soprattutto una tecnicità, sempre impareggiabile.
Credo che lo rivedrei al cinema anche una seconda e una terza volta.
venerdì 2 dicembre 2011
martedì 29 novembre 2011
venerdì 25 novembre 2011
sabato 19 novembre 2011
QUANDO SI RESTA IMMOBILI,NELLO STALLO
"VI E' MAI CAPITATO DI NON AVER VOGLIA DI ESPRIMERVI? NON DI NON AVER VOGLIA DI PARLARE:
DI ESPRIMERVI, PROPRIO. DI MANIFESTARE SENTIMENTI, GUSTI, ATTITUDINI, MODI DI VEDERE LA VITA.
NO, EH? BE', IO E' COSI' CHE MI SENTO [...]
INTENDIAMOCI, NON SONO DEPRESSO...NON MI CHIUDO IN CASA, NON CAMMINO PER ORE A VANVERA
(CHE POI E' LO STESSO), NON GUIDO SENZA META, NON ROVINO LE CENE DI CHI M'INVITA,
DORMO ABBASTANZA REGOLARMENTE, NON MI DROGO, FUMO E BEVO CON MODERAZIONE.
E NON E' NEMMENO CHE NON TROVI INTERESSANTE QUELLO CHE AVREI DA DIRE.
E' PROPRIO CHE NON MI VA DI FARE LA FATICA DI CERCARE UNA FORMA PER
RENDERE IL MIO PENSIERO CONDIVISIBILE.
ARRIVARE AGLI ALTRI MI COSTA"
D. De Silva, Mia suocera beve, Torino 2010, p. 160Qualche ora fa parlavo con un'amica.
E' un po' che non ci si vede, così ogni tanto facciamo una chiacchierata
attraverso i social cosi, per tenerci aggiornate.
Mi raccontava di questa persona...e le sue parole esatte sono state:
" è uno con cui mi piace parlare di un sacco di cose
e ridere e scherzare. magari non è niente.
Però tipo il venerdì e il sabato che so che lo vedrò al bar sono contenta".
Un po' l'ho invidiata.
Eppure l' "operazione" non è complessa:
si chiama fare amicizia.Si chiama godersi la compagnia di una persona.
Si chiama condividere i momenti. Si chiama capirsi.
Io non mi ricordo più qual è stata l'ultima volta che ho incontrato una persona così.
Certamente dipenderà dal fatto che nell'ultimo mese la mia vita mondana è ridotta ai minimi termini.
Ma la verità è che questa riduzione ai minimi termini non è che una conseguenza
del fatto che faccio fatica a godermi la compagnia di gran parte delle persone che conosco.
Mi sento come se avessimo finito le cose da dirci e i motivi per abbracciarci.
Guardo la piega che prendono le conversazioni e mi accordo che, semplicemente,
preferisco un buon libro alla totale mancanza di voglia di interessarsi veramente
a ciò che siamo, a quello che offriamo.
Una mancanza di affinità che ogni giorno diventa più marcata.
Poi capita che a furia di non dare il meglio, senza risparmio,
cominciano a crearsi crepe anche nelle cose che ritenevi solide e a prova di impatto.
Ed io ho capito che ho bisogno di qualcos'altro. Qualcosa che sia meno superficiale.
Qualcosa che vada al di là della risposta di cortesia o dello scherzo fine a sè stesso.
Ma in questo momento non so aggiustare le cose."Arrivare agli altri mi costa".
E allora non mi muovo.
venerdì 18 novembre 2011
"Da un momento all'altro puoi amare il Labirinto oppure odiarlo,
ma non avrai mai la sensazione di averlo conquistato, perché sarebbe ridicolo.
-La cosa più esaltante-, disse Vi nel suo discorso,
-è che in ogni momento si può scegliere di abbandonare il sentiero e andare dritto al centro.
perché nessuno lo fa? [...] O almeno, quasi nessuno.
Questo è un percorso già tracciato, ma nessuno può dirvi cosa pensare mentre lo state percorrendo.
...potete vederne la fine e camminare tranquillamente in quella direzione,
seguendo magari il percorso meno logico...per lo meno in termini matematici.
Forse il Labirinto ci spiega perché non andiamo a leggere subito le ultime pagine dei libri,
perché non ci affrettiamo nel percorso della vita per scoprire come va a finire,
anche se spesso ci viene detto che dovremmo farlo,
e che dovremmo sorpassare gli altri,
e superare gli ostacoli man mano che andiamo avanti.
Il Labirinto non ci dice come vivere, ma ci mostra come viviamo.
Non c'è nulla di drammatico al centro del labirinto:
è solo un posto che abbiamo raggiunto e dove ci possiamo riposare un po'
prima di ricominciare da capo.
[...]Troverete tutti la vostra strada, ne sono convinta,
anche se a un osservatore esterno,
che non ha camminato su quel sentiero,
la vostra esperienza sembrerà oggettivamente uguale a tutte le altre.-"
S.THOMAS, "IL NOSTRO TRAGICO UNIVERSO"
Di questi tempi, vorrei veramente poter pensare che non mi perderò nel mio personale labirinto della vita.
Che magari sarò in grado di affrontare ogni tranello, in cui inevitabilmente inciamperò,
con qualche solida e oculata strategia di difesa.
Che ci saranno meno mostri dietro ogni angolo.
(Perché ammetto che mi sono un po' stancata di tutti quelli con cui sono costretta a combattere
e a contrattare in maniera estenuante a causa del mio Karma.)
E che quelli che ci saranno riuscirò, in qualche assurdo modo,a renderli meno pericolosi.
E che tutto, alla fine, si risolverà semplicemente in una scelta di percorso poco logica,
ma che in ogni caso abbia comunque un senso e mi porti a qualcosa di concreto.
Qualcosa che sia concreto per me, a prescindere dalle opinioni altrui.
Perché il centro di questo labirinto ho proprio necessità di trovarlo.
lunedì 3 ottobre 2011
MI SONO STANCATA DI PARLARTI
"MI SONO STANCATA DI PARLARTI.
NON CREDO A UNA SOLA PAROLA DI QUELLO CHE DICI,
E NON MI VA DI FARE QUELLA ALLEGRA MENTRE VORREI SOLO SPACCARTI LA FACCIA.
SI',HO RABBIE VIOLENTE, NOIE REPENTINE
E MAGARI PUOI ANCHE DARMI DELLA LUNATICA.
RESTA IL FATTO CHE SEI UNA PERDITA DI TEMPO TOTALE,COMPLETA,DECISA.
NON MI VA D'INFLIGGERMITI.
SONO SAGGIA ALLA FINE."
originally from 11ruesimoncrubellier.tumblr.com/
Ora,spero che l'autore non se ne abbia a male se estrapolo
un attimo dal contesto. Lo so, non si fa.
Ma a volta non trovi le parole per dire chiaramente a qualcuno
con cui hai provato e riprovato e riprovato ad avere rapporti civili,
verso cui hai cercato di dimostrare comprensione e accettazione,
per quanto possibile, per quanto ti concedeva di fare anche la tua stessa natura.
Ma il risultato è nullo. E quella che va a perdere sei sempre tu.
Perchè le persone non cambiano,lo ripeto sempre.
E quelle che dovrebbero moderarsi non hanno voglia e interesse e costanza di farlo.
Quindi..quelle parole scritte lì in alto,sono la mia profonda risposta
a quelle persone che ho appena descritto,che continuano a cercarmi
nonostante in più occasioni abbia espresso la necessità di essere lasciata in pace.
E aggiungo che non me ne frega niente se sembro irragionevole.
L'epoca della mia ragionevolezza è stata improduttiva e autolesiostica,
ed è terminata e non ho nessuna intenzione di riaprirne un'altra simile.
SI IMPARA,ALLA FINE.
domenica 2 ottobre 2011
A YEAR LATER
"If I had a friend All on this earth, You've been a friend to me..."
L'anno scorso a quest'ora ero a Lecce a salutare per l'ultima volta
un piccolo amico a quattro zampe.
Mi manca esattamente come mi manca un essere umano.
Ed è insostituibile,esattamente come chiunque ci sia o ci sia stato nella mia vita fino ad ora.
Volevo solo prendermi un momento e ricordarlo così.
domenica 25 settembre 2011
LA CERTEZZA DI ANDARE DA QUALCHE PARTE
"LA VENDETTA E' IL TERRITORIO INFINITO DELLE CONSEGUENZE INDESIDERATE,JULIE.
[..]
L'ARIA PALPITA ATTORNO A NOI, JULIE, LO SAPEVI?
E LA NOSTRA PELLE PASSA LA VITA A DECODIFICARE QUEI FREMITI,LO SAI?
'non é Berthold,' MI DIRA' LA MIA PELLE,'rilassati, Malaussène, è la tua Julie"
E INFATTI SARAI TU,
E TI RICONOSCERO' CON LA STESSA CERTEZZA CON CUI
CAPTO LE SFURIATE DI JEREMY, LA VOCE CALMA DELLA MIA CLARA,
IL DUPLICE BATTITO DEL SUO CUORE DI GRAVIDA,
LE BREVI SCARICHE DI THERESE, I TRILLI DEL PICCOLO
CHE PARLA ANCORA LA LINGUA ATTONITA DEGLI UCCELLI,
TUTTA FELICE DEL SUONO DELLE PAROLE...
TI RICONOSCERO', JULIE, DAL PRIMO PASSO NEL CORRIDOIO,
NON TI SENTIRO', NO,
MA L'ARIA SOSPINTA DAL TUO GRAN PASSO DI LOTTATRICE
VERRA' A BUSSARE ALLA MIA PELLE,
E TI RICONOSCERO',
PERCHE' NESSUNO SU QUESTO MONDO CAMMINA COME TE,
COSI' RISOLUTAMENTE ANIMATA DALLA CERTEZZA DI
ANDARE DA QUALCHE PARTE"
LA PROSIVENDOLA, D. PENNAC, pag.192
Sono entrata nel mondo di Benjamin Malaussène...e non sembro essere in grado di uscirne.
Per il momento...
venerdì 16 settembre 2011
DOCTOR
"ECCO, O FUTURO, SONO SALITA IN SELLA AL TUO CAVALLO.
QUALI NUOVI STENDARDI MI LEVI INCONTRO DAI PENNONNI
DELLE TORRI DI CITTA' NON ANCORA FONDATE?
QUALI FIUMI DI DEVASTAZIONE DAI CASTELLI E DAI GIARDINI CHE AMAVO?
QUALI IMPREVISTE ETA' DELL'ORO PREPARI, TU MALPADRONEGGIATO,
TU FORIERO DI TESORI PAGATI A CARO PREZZO,
TU MIO REGNO DA CONQUISTARE, FUTURO [...]".
I.CALVINO, IL CAVALIERE INESISTENTE
Mi chiedo cosa ricorderò di questa giornata,tra qualche tempo...
non ci sono foto e pochi sorrisi,ma quei pochi erano sentiti.
Probabilmente gli occhi della mia gatta che mi osservavano
mentre questa mattina mi preparavo...al buio per non svegliare la mia compagna di stanza,
che invece era sveglissima e alla fine ha finito con il consigliarmi su come vestirmi per uscire.
I miei passi incerti sui tacchi alti,
per le scale e mentre faccio la strada,da sola,verso l'università...
ho perso l'autobus e pensavo che avrei finito con il fare tardi...
Il momento in cui ero praticamente sola davanti alla presidenza della mia facoltà,
in anticipo su tutto e tutti.Persino sull'usciere.
Il momento in cui la mia professoressa si è fermata a salutarmi...e a chiedermi
se ero pronta.
E. che arriva per prima e mi si siede accanto in silenzio e mi chiede come sto.
Quando è arrivato il mio turno e,nell'attimo prima di cominciare a parlare,
ho guardato ognuno dei professori della commissione negli occhi,
e il panico che mi bloccava la voce e il respiro si è come dissolto.
Ho cercato di non tentennare,di impedire alla mia voce di tremare.
Ma non saprei dire se ci sono riuscita o meno.
Le telefonate di tutti i miei amici, quelli veri,lontani 1350 km eppure presenti
nell'arco di tutta la giornata.
Nessuno escluso. Non mi hanno fatto sentire sola,sebbene avevo tutti i motivi per esserlo,
e questo non lo dimenticherò mai.
La presenza di mia zia,che aveva tutti i motivi pratici per non esserci e invece c'è stata.
Ricorderò anche l'assenza voluta di mio padre,ma semplicemente come evento di routine,
un modo per non smentirsi in 30 anni di vita.
Ora vado avanti e cerco di trovare un modo per padroneggiare meglio il mio destino.
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