venerdì 21 luglio 2017


È stata una giornata lunga. 
Dovevo riposarmi e invece è accaduto l 'esatto contrario. 
Non imparo mai.
E mi ritrovo impantanata in cose che non dovrebbero accadere, che portano parole che non si dovrebbero dire. E tutto diventa confuso.
La mia ansia dilaga.  
Non importa se a torto o a ragione. 
Dilaga ed io ne vengo travolta.
Io e chi mi sta intorno. 

Una di quelle discussioni estenuanti di cui non si vede mai la fine. 
Si sente solo quella gran stanchezza senza senso. 
Si sente solo il dopo.
Vorrei poter imputare tutto questo al fatto che sto (di nuovo ) cambiando lavoro e che non so (di nuovo) se devo restare o devo andare a vivere altrove, che mi ritrovo (di nuovo) ad essere sempre sola e contro qualcosa,con tutti che hanno qualcosa da precisare e sottolineare riguardo a come dico /faccio le cose.
Anche se hanno ragione, la cosa non mi fa stare meglio. 
A volte ho la sensazione che sia una malattia, uno disturbo di cui non mi libererò mai.

E non lo so, ma stasera, quando tutto è sembrato essersi un po' placato e la famosa stanchezza ha preso il sopravvento su tutto,non ho potuto fare a meno di pensare a questa canzone.

E a me Guccini nemmeno piace.

mercoledì 19 luglio 2017

" Molte cose, anche, compaiono dal nulla: pezzi di campo che non c'erano, salti di tempo che non conoscevi, angoli che non risultavano in nessuna geometria. Questa è una cosa che adoro dei grandi. quando dribbla Messi, ad esempio, tu percepisci nitidamente la sparizione in lui di un pezzetto di tempo: lui lo deglutisce e quello sparisce proprio. Se ti capita di nascere in quell'istante, non nasci, secondo me. E' un battito mancante, lo stesso che divide eternamente Bob Dylan dal tempo giusto di una canzone e Céline dalla frase che un altro avrebbe scritto e lui invece accartocciava. Rubano un tempo, non so se mi spiego. Altri, il tempo, lo dilatano: Michael Jordan che rimane in aria, le frasi fluviali di Conrad, le melodie di Bellini. Tutta gente per cui il creato é una cosa ancora da finire: per noi é la regola invalicabile del gioco. Per noi se una cosa é solida, é solifa: non scriviamo versi liquidi come Petrarca; se é imprendibile, é imprendibile: non facciamo diventare la luce qualcosa di toccabile, come i quadri di Hopper. Va Cosi' " 
A. BARICCO, The Catcher, Essere Roger Federer

Non amo il tennis. Il più delle volte lo trovo noioso, eccessivamente lungo; in qualche caso eccessivamente logorante (per me), faticoso senza una ragione (per loro che giocano). Ovviamente, in quanto appassionata di sport, sono al corrente di chi sia Federer e del fatto che con la sua ultima vittoria a Wimbledon di qualche giorno fa, sia entrato nella storia. Come Jordan. Come Messi. Come Hopper. 

Eppure finché Baricco non gli ha dedicato un pensiero, anzi una elegia vera e propria, descrivendo ancora una volta con esattezza l'esattezza del gioco, del giocatore e del torneo nello specifico, a me non ha fatto nessun particolare effetto. 

Le parole di Baricco, in compenso, mi hanno resa estatica. Se un tempo e un battito sono mancati per un istante, é perché anche lui riesce con una grazia tutta sua a dilatare questo tempo e questo battito, nella mia giornata.
Va Cosi'.

lunedì 17 luglio 2017




Colle del Nivolet, Parco del Gran Paradiso

Il primo libro che ho letto in vita mia si chiamava "IL COLLE DELLE LANCE". 
Era il 1988 ed io frequentavo le scuole elementari. Il libro é stato un regalo da parte della mia maestra di allora ed é, tutt'ora, uno dei ricordi più belli che ho della mia infanzia. 
La mia passione per la lettura é nata alla fine di quel libro e, grazie al cielo non si é mai spenta.

Il libro racconta della vita di una colonia di marmotte che vive nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, sul confine tra il Piemonte e la Valle d'Aosta, proprio sul Colle del Nivolet, un ampio pianoro oltre i 2000mt.
Fino ad un paio di anni fa, prima che qualcuno mi ci portasse materialmente, ero convinta che il Nivolet fosse frutto della fantasia di uno scrittore che voleva semplicemente raccontare una fiaba e, in qualche modo, insegnare il rispetto per la natura e per i suoi ecosistemi.
Nel libro viene narrata in realtà la battaglia per la vita, la sopravvivenza e la protezione del proprio mondo di questa colonia di marmotte che vengono umanizzate con nomi,caratteri, aneddoti di vita.

Poi, il giorno del mio 36mo compleanno, il mio regalo di compleanno é stata una camminata di una giornata intera tra le nuvole e la neve.
Camminare, come ho già spiegato altrove, non mi entusiasma mai molto;ma scarpinando in questa meravigliosa zona,sono salita più in alto di quanto mai mi capiterà di farlo nella mia vita. Si arriva a toccare il cielo con un dito, o quasi.

Ci sono tornata ieri.
Questa volte c'era meno neve e faceva un po' meno freddo.
Ma una cosa é rimasta immutata: la sensazione di sentirsi parte del posto, come se fosse uno di quei luoghi in cui sei cresciuta e conosci da una vita. 
Questo é, e credo sempre sarà, uno dei miei posti del cuore. 

lunedì 3 luglio 2017

" I've been poor my whole life, like a disease passing from generation to generation. But, not my boys. Not anymore. "
 Hell or high water,2016, dir. D. Mackenzie 

Ho visto il film qualche giorno fa, molto in ritardo sui tempi e un po' sulle mie, come mi succede sempre quando il film non l'ho scelto io ma me l'ha consigliato qualcun altro.
Si, lo so, se quel qualcun altro sei tu, dovrei fidarmi...ma come mi succede sempre quando scelgo un nuovo libro da leggere,è necessario che sia il momento giusto,lo stato d'animo esatto.
Beh, posso dire solo che i film e le storie che si portano dietro, irrompono nella mia vita con una certa prossimità di avvenimenti, sensazioni,situazioni.

Questo film è talmente puntuale nei risvolti, che quasi mi chiedo se non dovrei mettermi a rapinare banche anch'io. 
Soprattutto ora,che l 'orizzonte è di nuovo funesto. 
(ancora una volta,come una malattia che si trasmette di generazione in generazione ).