domenica 24 febbraio 2013




" Have you ever been in love with the idea of someone?
Say, there's someone in your life, and you know you can't be in love with them.
you don't really know them. 
Maybe you know that you're not really right for them.
You know that, whatever it is, your feeling is really just an attraction towards 
an image of that person, you've created in your mind."

                                                                           The Vicious Kind (2009,L.T. Krieger)

A volte sembra essere una costante della mia vita. Particolarmente ora.

domenica 17 febbraio 2013


" Abbiamo tutti un pezzettino di passato che va in rovina o che viene venduto pezzo per pezzo.
Solo che per la maggior parte delle persone non è un giardino; è il modo in cui pensavamo a qualcosa 
o a qualcuno." -  Amor Towles, La Buona Società  

Del perchè ieri sera ho invidiato la Littizzeto



                                                                                 (fonte: LA STAMPA)

" Comunque, Castrogiovanni tiene in braccio la Littizzetto come io tengo in braccio Angelica" .

Sms di AmicoCapo, ieri sera, sugli unici minuti che ho guardato con enorme piacere del Festival.
(n.d.r.,Angelica è la sua bellissima bimba di soli 3 mesi.)

Volevo solo dire : 
Ecco perchè Castrogiovanni è il mio "armadio" preferito e perchè sono ufficialmente invidiosa della Littizzetto e pure della fidanzata strafiga.

giovedì 14 febbraio 2013


"Perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa..."

                                                            Breakfast at Tiffany's, ( 1961, Blake Edwards)

sabato 2 febbraio 2013

mercoledì 30 gennaio 2013


"QUANDO IL BAMBINO ERA BAMBINO. SE NE ANDAVA A BRACCIA APPESE, VOLEVA CHE IL RUSCELLO FOSSE UN FIUME,
IL FIUME UN TORRENTE, E QUESTA POZZA, IL MARE.
QUANDO IL BAMBINO ERA BAMBINO, NON SAPEVA DI ESSERE UN BAMBINO, PER LUI TUTTO AVEVA UN'ANIMA 
E TUTTE LE ANIME ERANO UN TUTT'UNO.
QUANDO IL BAMBINO ERA BAMBINO, U NIENTE AVEVA UN'OPINIONE, NON AVEVA ABITUDINI
SEDEVA SPESSO A GAMBE INCROCIATE, E DI COLPO SGUSCIAVA VIA, AVEVA UN VORTICE TRA I CAPELLI
E NON FACEVA FACCE DA FOTOGRAFO,
QUANDO IL BAMBINO ERA BAMBINO, ERA L'EPOCA DI QUESTE DOMANDE:
- PERCHE' IO SONO IO E PERCHE' NON SEI TU?
- PERCHE' SONO QUI E PERCHE' NON SONO LI'?
- QUANDO COMINCIA IL TEMPO, E DOVE FINISCE LO SPAZIO?
- LA VITA SOTTO IL SOLE E' FORSE SOLO UN SOGNO?
- NON E' SOLO L'APPARENZA DI UN MONDO DAVANTI AL MONDO QUELLO CHE VEDO, SENTO E ODORO?
- C'E' VERAMENTE IL MALE E GENTE VERAMENTE CATTIVA?
- COME PUO' ESSERE CHE IO CHE SONO IO NON C'ERO PRIMA DI DIVENTARE?
- E CHE UNA VOLTA IO CHE SONO IO NON SARO' PIU' QUELLO CHE SONO?"

Song  of Childhood,  Peter Handeke, Il Cielo Sopra Berlino (1987, W. Wenders)

                                                                                     

lunedì 21 gennaio 2013


" Fiction when we're not together
Mistaken for a vision, something of my own creation
And it's certainly how am I to tell?
I Know your face all too well, still I wake up alone..."

domenica 20 gennaio 2013

(1929-1993)

"Il miglior pubblico che io abbia mai avuto non faceva il minimo rumore alla fine dello spettacolo"

                                                                                                A. Hepburn

giovedì 17 gennaio 2013

" - Ripetimi la tua lezione, Susannah - . 
Lei si finse esasperata con un sospiro, ma mentre parlava il suo sorriso si spense e il suo bel viso dalla pelle scura assunse un'espressione solenne. E dalle sue labbra Roland udì le parole antiche che la sua voce rinnovava. Mai si era aspettato di sentirle pronunciare a una donna. E come gli sembravano naturali ... eppure anche strane e pericolose.

- Io non miro con la mano; colei che mira con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io miro con l'occhio.
- Io non sparo con la mano; colei che spara con la mano ha dimenticato il volto di suo padre. Io sparo con la mente.
- Io non uccido con la pistola; colei che uccide con la pistola ha dimenticato il volto di suo padre. Io uccido con il cuore."  (...)

"Roland di Gilead separò le mani e si alzò lentamente in piedi. Era a gambe divaricate sul nulla apparente, con la mano destra sul fianco e la sinistra sul calcio di sandalo della rivoltella. Era l'atteggiamento che aveva  assunto innumerevoli volte nella sua vita, nelle strade polverose che centinaia di borghi dimenticati, in chissà quanti camion di morte, negli scuri saloon con il loro odore amaro di birra e di vecchie fritture. Era solo un confronto come tanti altri in un strada vuota come tante altre. Non era niente di più ed era abbastanza così. Era Khef, Ka e Ka-tet. Che prima o poi giungesse il momento del duello era il fatto centrale della sua esistenza e l'asse sul quale ruotava il suo Ka. Che la battaglia dovesse essere combattuta con le parole e non con i proiettili non faceva differenza; sarebbe stata una battaglia per la vita o la morte in ogni caso. (...) Poi scese come sempre l furore della battaglia e non fu più veramente presente a sé stesso"
                                         S. King, TERRE DESOLATE, terzo vol. de LA TORRE NERA, pag.11-12 533-534 


In questo momento, sto attraversando le mie Terre Desolate. E ho bisogno di sentirmi un po' un pistolero.