FRENCH KISS, 1995 dir. L. KASDAN
La scena di questo film (e, in generale, proprio tutto il film) è il motivo per cui entro questo 2013 devo assolutamente trovare il tempo e il modo di andare un week end in Provenza.
"C'è una foto che Irene ha scattato con gli occhi, un frammento, una di quelle istantanee dov'è condensata tutta la tenerezza per qualcuno che abbiamo amato o amiamo ancora, e che si acquattano nella memoria per la vita.A volte è una sequenza, altre un'immagine, un fotogramma qualsiasi, un movimento spezzato, una smorfia (...) un gesto piccolissimo che non possiamo raccontare a nessuno (e non perché non vogliamo ma perché non sapremmo neanche come cominciare, e se pure ne fossimo capaci preferiremmo non farlo). Magari in quei lampi della memoria la persona con cui abbiamo scelto di passare la nostra vita non era nemmeno così bella come sappiamo può essere; eppure è lì che ne conserviamo l'essenza, perché è stato allora che l'abbiamo vista così inaspettatamente smascherata e se stessa; è in quell'istante che tutto è avvenuto.Forse lei non lo sa neanche, intanto recita la parte che crede sia quella che ci ha attratto, e noi teniamo il segreto per tutto il tempo che restiamo insieme, l'amiamo di nascosto in un certo senso, perché poi nessuno è in grado di spiegare di cosa è fatto l'amore che prova; (...) e quando ce lo domandiamo (<<Ma tu perché mi ami?>>) e stiamo a sentire la risposta, rimaniamo per forza un po' delusi, quasi vorremmo replicare: <<Dài che puoi fare di meglio, dimmi chi sono>>, perché non è di semplici complimenti, per quanto sinceri, che in quel momento andiamo alla ricerca, ma qualcosa di più intimamente effimero che ci descriva nell'immaginazione dell'altro.Vogliamo che la persona che amiamo ci dica d'essersi innamorata di noi perché un giorno, senza neanche pensarci, l'abbiamo toccata in un punto in cui non sapeva di essere sensibile, come certe carezze che arrivano molto in fondo per conto loro.<<Ti amo perché ti gratti il polso in quel modo tutto tuo>>, questo per esempio vorremmo sentire, piuttosto che <<Ti amo perché sei generoso e affidabile>>.C'innamoriamo di minuzie, di riflessi in cui vediamo l'altra persona come pensiamo che nessuno l'abbia mai vista e mai la potrà vedere, e custodiamo questi attimi di unicità in forma d'immagine, anche se negli anni sbiadisce; ma è a quell'immagine che chiediamo aiuto quando il nostro sentimento vacilla e dubitiamo di amare, allora la richiamiamo, e ci basta..."
"Non si tratta di essere bugiardi. Certe parole sono sincere quando vengono pronunciate, solo che non sono rivolte proprio a te - sono rivolte alle aspirazioni e ai progetti che ognuno ha per la sua vita. Può capitare di incarnare (temporaneamente) uno dei personaggi di questo film che ognuno ha progettato per la sua vita, e quindi ricevere queste parole. Ma ecco: si resta fedeli al film, non ai personaggi." - Il diario delle piccole cose
"Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto" - E. Montale...pare che gli sceneggiatori occulti della mia vita si divertano un mondo ad infilare a tradimento nei miei giorni fatti di scelte difensive a prescindere, delle romanticherie molto cinematografiche che riescono ad avere il sopravvento su tutti i miei tentativi di autocontrollo, sul mio buonsenso, sul mio orgoglio anche. Ma, soprattutto, sulla mia capacità di giudizio.
"E io lì sempre, quello che ama di più e poi tutte le stronzate, il pensarti, il voler volere, il voglio, ti voglio ancora. No! Non ho voglia di innamorarmi e di perdermi, ho solo voglia di te." - C. Bukowski
"Tu non sei affatto qualcosa che mi è successo. Tu mi accadi. Sei nell'aria a volte, non sempre. Quando ci sei, mi raddrizzi i peli piccoli del collo e mi si sciolgono i polsi. Poi non accadi più. Per un po'. Magari per sempre. Mica è un problema." - ( blog malapuella)Niente. E' che ci sono momenti in cui mi convinco di prendere degli abbagli veramente belli grandi e, come dice AmicoCapo, ho questa predisposizione recidiva alle situazioni impossibili e senza via d'uscita.
" (...) Le persone sanno ciò che vogliono molto più chiaramente di quanto siano disposte ad ammettere, perfino a se stesse. Tu vuoi qualcosa o non la vuoi. Decidi di continuare a impegnarti in un rapporto oppure ci rinunci. Ami una persona oppure ne ami un'altra. E, se ami qualcun altro, spesso ciò che ami è l'idea, specie se non hai ancora imparato che probabilmente neppure questo nuovo qualcuno ti salverà."
" Durante la cena [...] si raccontarono tutto. Le rispettive vite per intero, e le rispettive ambizioni frustrate, i sogni che avevano da bambini e i sistemi di desideri che si erano semplificati col tempo, e le costellazioni che avevano imparato alle elementari, e le fughe a cui avevano rinunciato da adolescenti, e quelle che progettavano adesso che erano intrappolati nelle circostanze, e gli amori da cui erano stati delusi, e le delusioni che a loro volta avevano distribuito tra le persone che amavano, e i singoli istanti delle loro vite in cui avevano rinunciato a credere in singole cose. Ovviamente non si dissero una parola. Furono solo sguardi"