martedì 29 novembre 2011

Chiamami adesso...

                              

Questa canzone si porta via un pezzo di cuore ogni volta che la ascolto...


venerdì 25 novembre 2011

sabato 19 novembre 2011

QUANDO SI RESTA IMMOBILI,NELLO STALLO


"VI E' MAI CAPITATO DI NON AVER VOGLIA DI ESPRIMERVI? NON DI NON AVER VOGLIA DI PARLARE:
DI ESPRIMERVI, PROPRIO. DI MANIFESTARE SENTIMENTI, GUSTI, ATTITUDINI, MODI DI VEDERE LA VITA.
NO, EH? BE', IO E' COSI' CHE MI SENTO [...]
INTENDIAMOCI, NON SONO DEPRESSO...NON MI CHIUDO IN CASA, NON CAMMINO PER ORE A VANVERA 
(CHE POI E' LO STESSO), NON GUIDO SENZA META, NON ROVINO LE CENE DI CHI M'INVITA,
DORMO ABBASTANZA REGOLARMENTE, NON MI DROGO, FUMO E BEVO CON MODERAZIONE.
E NON E' NEMMENO CHE NON TROVI INTERESSANTE QUELLO CHE AVREI DA DIRE.
E' PROPRIO CHE NON MI VA DI FARE LA FATICA DI CERCARE UNA FORMA PER 
RENDERE IL MIO PENSIERO CONDIVISIBILE.
ARRIVARE AGLI ALTRI MI COSTA"
                                                                              D. De Silva, Mia suocera beve, Torino 2010, p. 160


Qualche ora fa parlavo con un'amica.
E' un po' che non ci si vede, così ogni tanto facciamo una chiacchierata
attraverso i social cosi, per tenerci aggiornate.
Mi raccontava di questa persona...e le sue parole esatte sono state:
" è uno con cui mi piace parlare di un sacco di cose
 e ridere e scherzare. magari non è niente.
Però tipo il venerdì e il sabato che so che lo vedrò al bar sono contenta".
Un po' l'ho invidiata. 
Eppure l' "operazione" non è complessa:
si chiama fare amicizia.Si chiama godersi la compagnia di una persona.
Si chiama condividere i momenti. Si chiama capirsi.


Io non mi ricordo più qual è stata l'ultima volta che ho incontrato una persona così.


Certamente dipenderà dal fatto che nell'ultimo mese la mia vita mondana è ridotta ai minimi termini.
Ma la verità è che questa riduzione ai minimi termini non è che una conseguenza
del fatto che faccio fatica a godermi la compagnia di gran parte delle persone che conosco.
Mi sento come se avessimo finito le cose da dirci e i motivi per abbracciarci.
Guardo la piega che prendono le conversazioni e mi accordo che, semplicemente,
preferisco un buon libro alla totale  mancanza di voglia di interessarsi veramente 
a ciò che siamo, a quello che offriamo.
Una mancanza di affinità che ogni giorno diventa più marcata.
Poi capita che a furia di non dare il meglio, senza risparmio, 
cominciano a crearsi crepe anche nelle cose che ritenevi solide e a prova di impatto.


Ed io ho capito che ho bisogno di qualcos'altro. Qualcosa che sia meno superficiale.
Qualcosa che vada al di là della risposta di cortesia o dello scherzo fine a sè stesso.
Ma in questo momento non so aggiustare le cose."Arrivare agli altri mi costa".
E allora non mi muovo.

venerdì 18 novembre 2011


"Da un momento all'altro puoi amare il Labirinto oppure odiarlo, 
ma non avrai mai la sensazione di averlo conquistato, perché sarebbe ridicolo.
-La cosa più esaltante-, disse Vi nel suo discorso,
-è che in ogni momento si può scegliere di abbandonare il sentiero e andare dritto al centro.
perché nessuno lo fa? [...] O almeno, quasi nessuno.
Questo è un percorso già tracciato, ma nessuno può dirvi cosa pensare mentre lo state percorrendo.
...potete vederne la fine e camminare tranquillamente in quella direzione,
seguendo magari il percorso meno logico...per lo meno in termini matematici.
Forse il Labirinto ci spiega perché non andiamo a leggere subito le ultime pagine dei libri,
perché non ci affrettiamo nel percorso della vita per scoprire come va a finire,
anche se spesso ci viene detto che dovremmo farlo,
e che dovremmo sorpassare gli altri, 
e superare gli ostacoli man mano che andiamo avanti.
Il Labirinto non ci dice come vivere, ma ci mostra come viviamo.
Non c'è nulla di drammatico al centro del labirinto:
è solo un posto che abbiamo raggiunto e dove ci possiamo riposare un po'
prima di ricominciare da capo.
[...]Troverete tutti la vostra strada, ne sono convinta, 
anche se a un osservatore esterno,
che non ha camminato su quel sentiero,
la vostra esperienza sembrerà oggettivamente uguale a tutte le altre.-"

                                                                   S.THOMAS, "IL NOSTRO TRAGICO UNIVERSO"



Di questi tempi, vorrei veramente poter pensare che non mi perderò nel mio personale labirinto della vita.
Che magari sarò in grado di affrontare ogni tranello, in cui inevitabilmente inciamperò,
con qualche solida e oculata strategia di difesa.
Che ci saranno meno mostri dietro ogni angolo. 
(Perché ammetto che mi sono un po' stancata di tutti quelli con cui sono costretta a combattere 
e a contrattare in maniera estenuante a causa del mio Karma.)
E che quelli che ci saranno riuscirò, in qualche assurdo modo,a renderli meno pericolosi.
E che tutto, alla fine, si risolverà semplicemente in una scelta di percorso poco logica, 
ma che in ogni caso abbia comunque un senso e mi porti a qualcosa di concreto.
Qualcosa che sia concreto per me, a prescindere dalle opinioni altrui.


Perché il centro di questo labirinto ho proprio necessità di trovarlo.