sabato 12 agosto 2017











"E cosa c'è dietro di noi non lo vediamo, ma qualcosa c'è. Tutto il mare gigantesco e la sua acqua che non dorme mai, e le onde che arrivano da sempre e per sempre una dopo l'altra, toccano la riva e sembra che finiscono lì, ma invece non finiscono. Solo tornano indietro per farne salire altre e altre e altre, con una spinta che non lo so da dove viene ma c'è,sta là in fondo e ci manda su e giù, in questo abbraccio caldo che non serve voltarsi per sentirlo, ci sta tutto intorno, mentre teniamo gli occhi là davanti, verso quello che ci porta la corrente, verso un giorno nuovo che un enorme regalo impacchettato di arancione, ancora tutto da scartare."

Fabio Genovesi,Chi manda le onde


Non tornavo a Lecce da un anno. Un anno preciso proprio oggi, a dire la verità. 
Il 12 resterà sempre un numero influente nella mia esistenza, pare.

L'unica cosa che davvero mi mancava era proprio il mare.E tra due giorni vado via.
Così ho deciso di fotografarlo in tutte le sue versioni: nella bellezza calma di un tramonto, nei suoi momenti di incazzatura più feroce e inaspettata, nella sua quiete notturna.
Mancherebbe giusto l'alba, ma io non sono mai stata una amante dei risvegli prematuri e quindi va più che bene così.

Guarderò queste foto, in futuro, per ricordarmi sempre da dove vengo, ché a volte ho proprio bisogno di dimenticarlo per evitare di impazzire. Ma altre volte c'è bisogno di ricordarselo ,altrimenti è peggio.

Guarderò queste foto per cercare di rassicurarmi (da sola,come sempre) che anche io, in qualche modo che ancora non è possibile spiegare, una corrente dentro che, come le onde, mi spinge da qualche parte ce la dovrò certamente avere;  tutto sta nell'imbroccarla,alla fine. E che poi  mi porti in una qualche parte reale o inventata, buona o cattiva, lo capirò credo sempre troppo tardi, ma vabhé. Quel che conta, diceva quello, è andare.

Guarderò queste foto e cercherò, per quanto sia possibile, di pensare che prima o poi questo giorno nuovo che sia un enorme regalo, arriverà. O più che altro, mi allenerò per riconoscerlo, e poco importa se non sarà incartato di arancione. 
Conterà quello che ci sarà dentro. O che io ricorderò. 



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