lunedì 30 novembre 2015

" Irene è una persona mite. Non le piace litigare, meno ancora vincere. Trova stupido far valere - come si dice - le proprie ragioni, perché pensa che una buona ragione valga in sé. E' per questo che abbandona subito il campo quando qualcuno la sfida, e poco importa se il suo disinteresse viene scambiato per viltà. Quello che soprattutto non sopporta dello scontro con l'altro, tanto più se sconosciuto, è l'impoverimento che implica. Perché per litigare, è inevitabile, bisogana diventare un po' meschini."

Diego De Silva, Mancarsi

Per la verità, stasera una piccola parte di me vorrebbe  esserlo, un po' meschina. Acutamente meschine, direi.
Solo per riuscire a mettere a tacere, una volta tanto e definitivamente (magari) la boria di alcune persone.
Ma poi so che dopo non starei meglio. Giacché non mi sentirei una persona migliore, ma il contrario. E, soprattutto, avrei sprecato tempo e voce per niente, avendo a che fare con qualcuno che pensa di sapere tutto e passa la sua vita a cercare di educare gli altri.
E' un po' come quel detto " Non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza."

Così, aspetto che passi. Se ci riesco.

domenica 29 novembre 2015

Hone Bard, Gennaio 2015

"Ci sono panchine / tavolini / punti precisi di strade / che collegati in un reticolo
formano il disegno /di un'altra vita / in cui potremmo amarci"

Nazim Hikmet



Questa foto in realtà dovrebbe riportarmi alla mente un momento sereno. 
La guardo,stasera, con addosso le sensazioni degli ultimi mesi,attraverso altri occhi. 
Ci vedo solo dentro tutta la mia solitudine, quella che mi accompagna da sempre e che so non andrà mai via. Perché io sono quella che sono e non posso cambiare per andare bene alle persone che ho intorno... quindi avrò sempre da percorrere strade buie e deserte in compagnia unicamente di me stessa, delle mie aspettative e di qualche fantasma. 




Blade Runner, 1982, dir. R. Scott

Quest'anno il Torino Film Festival era dedicato alla fantascienza. 
Io ho chiuso la mia tornata di film vedendo "Blade Runner :The final cut" sul grande schermo. Finalmente.
All'apparire del sottotitolo iniziale "November,2016" non ho potuto fare a meno di avere i brividi. E brividi ancora più grandi sulle note del tema musicale e sulla scena dell'appartamento, quando Rachael raggiunge Deckard.

Resta il miglior film di sempre.

venerdì 27 novembre 2015

" Oggi è il giorno delle emozioni. Ritorno al Virgilio, la mia scuola, stavolta non per essere interrogato o per fare un compito, torno per prendere servizio come docente a tempo indeterminato. Entro, è tutto cambiato, tutto nuovo, fantascienza per me che ho conosciuto quest'edificio vent'anni fa. Mi fanno accomodare, mi indicano la segreteria, l'hanno spostata, è proprio in quell'aula all'angolo. Seguo le procedure e per la prima volta nella mia vita scrivo sui documenti ' in qualità di docente a tempo indeterminato'. Arriva un professore che conosco, inizia a raccontare barzellette, le segretarie lo richiamano all'ordine devono presentagli il nuovo docente, io con un sorriso rispondo " ci conosciamo già, ho studiato qui." La segretaria è cordiale e allegra: " Ah, ecco professore! Per questo ha fatto quella faccia così emozionata quando entrato?" . "Si, questa era la mia classe, ero seduto proprio lì'". Continuo a compilare i moduli, di solito sono cose che si fanno in una fredda segreteria, a me il destino invece ha donato una grande scenografia, la mia classe del liceo e mentre firmo carte e inserisco codici mi sembra che quel ragazzo che ero mi guardi da dietro al banco trovando finalmente la risposta alla domanda " cosa farò da grande?". La presa di servizio a tempo indeterminato è avvenuta proprio tra quelle mura spesso offese dalle mie vandaliche scritte, quelle mura che oggi sembravano dirmi ' bentornato a casa, ti stavamo aspettando".
un amico e compagno di liceo, su FB

L'infinita bellezza di tutto ciò. 
Questa è una di quelle cose che non pensavo mi avrebbero mai commosso tanto, forse perché non ricordo con piacere gran parte del tempo trascorso a liceo: quel tempo coincide con momenti tristi e duri della mia vita e un'immagine di me stessa che ho cercato in tutti i modi di lasciarmi alle spalle. E non so se ci sono riuscita, per la verità.

Mentre leggevo mi son venuti i brividi a pensare ai giri immensi che fa un destino per compiersi.
Poi sono arrivata al "per me che ho conosciuto quest'edificio vent'anni fa" e ammetto che ho pianto un po'. E' stato inevitabile: con la mente ho attraversato il cortile del mio liceo, varcato la soglia e ripercorso l'edificio da capo a piedi. Le aule, le classi, i bagni, l'atrio dove si svolgevano le assemblee d'istituto, la palestra piccolissima ( prima di diventare un liceo quel posto era stato un asilo). E i ricordi di cinque lunghi difficili e intensi e confusi anni: i volti di ognuno dei professori e le rispettive materie( le prime due ore del lunedì ai tempi del ginnasio erano il mio terrore più grande:matematica e Fisica); i volti degli studenti e di alcuni tipi che erano dei personaggi ancora prima che io arrivassi e che lo sarebbero stati ancora di più durante la mia permanenza in sede; la prima faccia che ho incontrato la prima volta in assoluto che sono entrata li, nel settembre del '93 (l'allora rappresentate d'Istituto, tale Alberto Licci. 3B. Gran bel ragazzo...); i miei compagni di classe, le mie compagne di banco negli anni( sempre l'ultimo banco, in fondo a sinistra, vicino al muro); rivedo me stessa che leggo " Il Maestro e Margherita" nelle mezz'ore libere che ci lasciava il professore o scrivo una qualche canzone o una citazione. Leggevo sempre, scrivevo qualcosa sempre. Le mie smemo erano giganti e pienissime, fittissime di pensieri e racconti e fotografie. Da quanto ne so, erano delle vere e proprie "letture alternative" per alcune compagne. E poi le occupazioni, la cotta infinita per F. e tutto quello che ne è conseguito, le amicizie che sono ancora parte integrante della mia vita di adesso. I giorni dei miei esami di maturità. Mi è tornato in mente praticamente tutto, come se tutta la mia vita mi fosse passata davanti in un lampo.
Uno di noi è tornato lì e ci resterà a tempo indeterminato come professore.
E niente, non è una cosa che mi tocca direttamente, ma allo stesso tempo il modo in cui lo racconta mi ha provocato stasera un turbinio di emozioni e pensieri che mi hanno tolto il respiro. 

Sarà che sono passati vent'anni ed io ancora non lo so cosa farò da grande.
E invidio molto quest'amico che, in un modo totalmente imprevedibile e inaspettato, è "tornato a casa" ed è diventato grande".

giovedì 26 novembre 2015


Nella mia vita c'è, forse, solo un uomo in grado di farmi ridere. Ridere davvero davvero intendo. Mi sono arresa al fatto che non lo eguaglierà mai nessuno, e la cosa un po' mi preoccupa.

Ogni tanto, lo fai anche tu. 

E a volte penso che se avessimo riso di più, più spesso, soprattutto di noi, le cose adesso sarebbero state diverse. Ma va bene anche così.
Va bene che sai chi sono e mi fa bene saperlo.
E stasera rido.



sabato 21 novembre 2015

" C' è un istante preciso in cui le persone smettono di esserci per me. Quando sento che possono farmi del male o me ne hanno fatto. Quando mi accorgo che da un loro gesto dipende la mia tranquillità e, magari, sono stata giorni interi a ragionare su parole che non pensavo di ascoltare. Quando ti fanno credere di volerti bene, ma poi vivono trattandoti come se la tua presenza non facesse alcuna differenza. Ecco, non lo so cosa mi accade ma a poco a poco, queste persone qui...dentro le smarrisco. Non è che le dimentico, né serbo rancore. Semplicemente le smarrisco."
S. Santorelli

Ho una lista di persone smarrite più lunga di quanto vorrei. 

 

venerdì 20 novembre 2015

martedì 17 novembre 2015


"Fear's a dangerous thing / It can turn your heart black you can trust 
It'll take your God filled soul / Fill it with devils and dust"

domenica 8 novembre 2015


# Domenica Live
# Io sto con lei
# A lei di Rossi o della Juve  decisamente non gliene può fregar di meno

sabato 7 novembre 2015





Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, Torino


Non so voi, ma io un novembre così bello (meteorologicamente parlando...) non me lo ricordavo da un sacco di tempo...

lunedì 2 novembre 2015


" Se una canzone che stia al posto mio non c'è, eccola qua"


Ieri mi è capitato di parlare con mia sorella del mio lavoro. Mentre le raccontavo il fatto che la piccolina di cui mi occupo in questo periodo non gradisce per niente ciucciotto e biberon, mia sorella ha lanciato lì un commento leggero: "anche noi eravamo così, so che mamma ad un certo punto ci dava il latte con il cucchiaino.". Non l'ho mai saputa questa cosa. Nessuno me l'ha mai raccontata, e nella mia famiglia le occasioni per regalarsi di questi piccoli ricordi sono più uniche che rare. A parte i miei ricordi ( che, per forza di cose, sono pochissimi e annebbiati), non ho testimonianze o racconti su quelli che sono i miei primissimi anni di vita. Ed è un po' triste, perché mi piacerebbe sapere come sono stata da piccolina, ma non c'è nessuno a cui poterlo chiedere. O, meglio, non c'è nessuno a cui abbia voglia di chiederlo, anche perché sono cose che vorrei tanto sentirmi raccontare da mia madre. Sarebbe  naturale che fosse così. Ma.

Questa cosa mi ha comunque portato a fare una costatazione. Ho realizzato che sono una sorta di custode: se non c'è nessuno che può raccontarmi di me stessa, sarò io che un giorno avrò da raccontare un sacco di aneddoti del primo anno di vita di tutti i bambini con cui sono stata. Cose che ho visto solo io o solo io prima di chiunque, genitori in testa. 
Piccoli movimenti, accenni di parole, sorrisi, abitudini, modi di guardarmi che resteranno per sempre stampati nei miei occhi, gesti dei quali queste piccole creature non avranno ricordo. Ma io si. 
E niente, pensavo a quanto sarebbe bello poter essere lì a potergliele raccontare di persona, quando saranno abbastanza grandi da poter capire o poter apprezzare.
Chissà.