lunedì 28 settembre 2015


Accorgersi di pensare e basta, ma non sentire niente. 
Avrei tanta voglia di sentir qualcosa, anzi proprio di essere travolta dal sentire.
E invece.

domenica 27 settembre 2015

In una domenica come tante, presa dalla noia, controllo svagatamente e un po' svogliatamente il socialcoso. Uno dei miei contatti pubblica lo status di un certo personaggio vip che, come tutti i personaggi vip, deve sempre in qualche modo trasformare il suo pensiero riguardo ad una questione sentimentale stereotipata nella scoperta dell'acqua calda. A volte ci azzecca anche eh...ma a volta si scade nel banale.
Normalmente ignoro. Ma di questi tempi, la questione nello specifico è un po' un mio nervo scoperto e ho bisogno di dire la mia prima di scoppiare.
Riporto pari pari:
" Io prima o poi chiederò i danni morali a facebook per i traumi che provoca. Uno dei più devastanti è quello di ritrovarsi in bacheca a tradimento foto di un tizio con cui sei uscita tipo due anni fa e con cui è finita perché lui era uno spirito libero e tu ti eri fatta una ragione della faccenda: " è allergico alle relazioni stabili". Foto in cui il tizio sorride in una cameretta azzurra accanto a una culla mentre abbraccia una tizia scialba e scrive : - shhhhh il nuovo arrivato sta dormendo. A quel punto fai lo screenshot del poste e lo invii fino alle due di notte a tutti i numeri di amiche e amici in rubrica con commenti tipo ' non ci posso credere!', ' Guarda lei che cesso!' e 'Tanto 'ndo va, tra un mese scappa di casa' e così via. Il bello è che tu fondamentalmente a quel tizio non ci pensavi più e neanche te ne fregava nulla, ma intanto te ne vai a dormire depressa e con punto di domanda ' perché con lei si e con me no?'. Ecco, facebook non pagherà mai abbastanza per tutto questo". 
Ora non riporto nemmeno il nome del personaggio vip perché di fondo non è importante.
Questo discorso ce lo siamo fatti indistintamente tutti prima o poi, e continueremo a farcelo e altri che verranno dopo di noi, continueranno a farselo. Anche chi non lo ammetterà mai sotto tortura.
Quello che mi preme specificare qui è che si continua a dare la colpa al social network di quelle che sono in realtà imperfezioni umane che esistono, esistevano ed esisteranno  a prescindere dal social network attraverso cui vengono veicolate o pubblicizzate. Facebook secondo me non centra un cippa di minchia, per essere "delicati": questa cosa di avere una reazione a determinati avvenimenti (sentimentali e non) la si fa, la si è fatta e la si farà lo stesso a prescindere da quello che troveremo su un social network. C'è chi lo fa più discretamente e chi invece è plateale. Semplicemente i tempi reali sarebbero più dilatati e meno immediati, meno evidenziati agli occhi del mondo (per modo di dire, perché in queste situazioni gli altri se ne rendono conto sempre prima di te e tu sei sempre l'ultimo a sapere e capire...), e soprattutto relegati al fatidico momento che non ti è dato evitare praticamente mai (a meno che tu non viva a Singapore e l'ex sulla stazione spaziale intorno alla Terra) di rincontrare lui per strada con un bimbo in braccio (che ricordo non è assicurazione di niente di questi tempi, poveri noi e poveri bimbi) o al momento in cui qualcuno te ne parla e tu sei costretta a realizzare, volente o nolente. La fitta c'è e ci sarà sempre. Harry Ti Presento Sally lo ha ribadito già negli anni '80, noi non abbiamo scoperto niente di nuovo.

Facebook ( e qualsiasi altro social network) non ha nessuna responsabilità in merito, anche se ci fa comodo pensarla così, perché con qualcuno o qualcosa dobbiamo pur prendercela o sfogare. 
Dipende tutto solo e soltanto da noi e, in qualche caso, dalla mente un po' contorta che uno si ritrova.E il nodo finale del "perché con lei si e con me no" è una domanda che dai tempi in cui l'essere senziente esiste fino a quando non ci estingueremo (sempre troppo tardi, per come la vedo io) non avrà mai una risposta. Questo perché una persona, sempre posto che non si stia parlando di una testa di cazzo recidiva che era già chiaro dal principio che si sarebbe comportato in un determinato modo, o si innamora o no. Punto. 
Per questo non ci sono spiegazioni razionali di sorta. Mai. E' inutile anche farsela questa domanda: a volte puoi fare tutto sbagliato e trovi quello/a che ti amerà per tutta la vita, anche di più di quanto lo ami tu e in un modo che non ti lascia dubbio alcuno. A volte, invece, fai tutto giusto e quella persona in ogni caso non si innamorerà di te nemmeno se la paghi o se la ipnotizzi. Non ti ama, punto. Non sente che ha bisogno di te più di quanto abbia bisogno di qualsiasi altra cosa o persona o situazione. Punto. Non è una scelta razionale, non lo sarà mai. 
Bisogna solo farci i conti, farsene una ragione e convincersi che il nostro benessere non deve dipendere da qualcun altro.

Solo, per favore, smettiamo di dare la colpa ad un social network di quelli che sono i fallimenti e i casini della vita in generale. Questa cosa non ci aiuta, non ci migliora come persone e non ci fa vivere bene. E soprattutto ci fa sembrare degli inarrivabili rosiconi. 
Non delle persone.

venerdì 25 settembre 2015


L'ho guardato pensando tantissimo ad Angelica ed alla piccola Ambra, la bimba di cui mi occupo adesso.
E' inevitabile, guardando questo film, pensare ai meccanismi meravigliosamente strani e insondabili della mente di un essere umano, che regolano il nostro essere e ci rendono unici. E' stato un po' come quando da bambina guardavo Siamo Fatti Così, ma questo film è ovviamente un gradino oltre sia per livello tecnico, che per livello narrativo. E' un viaggio emotivo totalizzante, che racconta attraverso tante sfumature, quanto sia complesso il nostro modo di imparare a stare al mondo e calibrare noi stessi alle grandi complessità che comporta.
Mi sono chiesta se anche le mie piccoline, lì, nella loro piccola grande memoria,tra le isole della personalità che svilupperanno attraverso le esperienze, hanno un ricordo particolare, un ricordo base, che le riporterà sempre a me.
O se, con il tempo, mi trasformerò in un ricordo sbiadito...magari mi toccherà la stessa sorte di Bing Bong, l'amico immaginario di Riley. 
Chissà. 

Certamente questo film confuta, in qualche modo,una tesi di vita in cui credo e crederò sempre molto: il mondo brilla di tristezza. E il motore che fa girare il mondo,e rende la vita interessante e degna di essere vissuta, è questo nostro continuo affrontare la tristezza delle cose, trovando in essa lo spiraglio di luce per andare avanti. Esiste una parola giapponese che ne esprime l'esatto significato: mono no aware, letteralmente "sentimento delle cose", che esprime la "consapevolezza della precarietà delle cose e il lieve rammarico che comporta il loro trascorrere".
In uno dei miei libri preferiti ( Felicità di Will Ferguson), lo scrittore ad un certo punto afferma che " le persone infelici sono infelici ognuna a modo proprio, quelle felici lo sono tutte allo stesso modo". Ed è questo che ci rende umani: non la felicità, ma la tristezza di fondo.

Ecco.


domenica 20 settembre 2015

To Scale: The Solar System


Meravigliosa questa cosa.
Ma ammetto che almeno per i primi 2 minuti e mezzo non ho potuto fare a meno di pensare che il commentatore lo era di più.
Sono pessima, lo so.

sabato 19 settembre 2015


" Ci sono strade che somigliano alle vite che percorri tutte in un momento" 
Tiromancino, Strade

Faccio questa strada ogni volta che torno a casa, di notte, dopo un'uscita. 
E' lunga, meravigliosamente alberata, costeggiata da un fiume. Sembra uscita dall'immagine di un qualche film.
Tutti sono ampiamente preoccupati perché non la ritengono una strada sicura e mi ritengono incauta a percorrerla, ma a me se devo essere sincera non fa paura. E' meno buia e inquietante di quello che sembra. 
Percorrerla con il rumore delle rapide del fiume nelle orecchie, nel silenzio rotto solo dalle automobili che mi sorpassano, dai pedali di qualche ciclista, dalle chiacchiere di qualche persona che è seduta sulle panchine nonostante le ore tarde in cui l'attraverso, con negli occhi le luci rade della città e i riflessi acquosi degli alberi nella Dora, che sembrano tanti piccoli tramontini, in fila uno dietro l'altro, per me a volte è anche catartico. Nella pratica, una volta imboccata, si percorre davvero tutta in un momento.
E' solo dannatamente e ostinatamente lontana dai luoghi in cui scelgo di divertirmi. 

Una volta presa, so che manca pochissimo e sarò a casa.
Il problema, sovente, è proprio arrivarci ad imboccarla.
Un po' come tutte le cose della mia vita.