giovedì 30 aprile 2015




Sono sempre stata intimamente convinta che 24 episodi con lui erano troppo pochi. 
E gli sceneggiatori, affidandogli il ruolo di un cardiopatico morituro non ne hanno sfruttato a pieno le potenzialità. Tutte le potenzialità, intendo
E adesso che Stranamore ci ha fatto ciaone, la soluzione ci sarebbe stata....

# mi distraggo dalla mia vita iperproblematicamente vera e noiosamente ripetitiva guardando gente vera che interpreta gente finta e con problemi inventati 
#la figaggine di quest'uomo
# il sogno segreto di chiunque abbia visto questa dramedy è che Danny torni, ammettetelo

lunedì 27 aprile 2015


" A finger's touch upon my lips / it's a morning yearning / pull the courtains shut, try to keep it dark / but the sun is burning / the world awakes on the run / and will soon be yearning / with hopes of better days to come / it's a morning yearning / another day, another chance to get it right / must I still be learning / baby crying kept us up all night / with her morning yearning /  like a summer rose, I'm a victim of the fall / but I'm soon returning / your love's the warmest place the sun ever shines / my morning yearning "

Ben Harper, Morning yearning 



giovedì 23 aprile 2015


"Il dono è un gentile atto di presunzione. Invade lo spazio altrui con la pretesa: sono tuo. Che sia utile o no, esige che uno si occupi di lui. Ci sono persone che non sanno ricevere un dono, tra queste anch'io. Il mio grazie è anemico, meccanico. Mi piace però il gesto di porgere il regalo, il moto di premura, bello come quello di restare in ascolto di una persona. Di mio preferisco regalare vino, che è un modo di essere ricordato brevemente, a sorsi.
Erri De Luca

All'inizio di quest'anno con alcuni amici sono stata in visita a Bard, un piccolo comune di Aosta, per fare una visita al Forte, un enorme castello fortificato edificato sulla rocca che sovrasta la città. Per inciso, lo vedrete in questi giorni al cinema se siete appassionati di fumetti e se avete prenotato i biglietti per andare a vedere The Avengers.
Abbiamo passato un paio di giorni tra le montagne, il buon vino e l'ottimo cibo valdaostano;il bed&breakfast in cui alloggiavamo era anche un'ottima vineria, Casa Ciuca, dove siamo stati accolti con un servizio impeccabile. In una delle piccole sale, ho trovato questo bellissimo dipinto di arte enoica ad altezza uomo e me ne sono innamorata. 
Oggi poi, mentre bevevo un bicchiere di vino bianco (questa volta pugliese),mi sono ritrovata a rileggere queste parole di Erri De Luca ed ho pensato che si sposassero perfettamente con l'immagine e i miei pensieri.

Non so perché mi sono decisa a scriverne solo ora. Probabilmente perché Torino e la mia vita al nord mi mancano come non mai. E, come scrivevo qualche tempo fa, io mi sento come l'assente, mentre altri sono nella stessa stanza e vanno avanti; purtroppo soffro la lontananza delle persone che ho lasciato lì. Anche se loro non sentono la mia. Ma non importa. Importa che ho un bel ricordo dell'inizio di questo 2015. Probabilmente il miglior inizio anno degli inizi d'anno degli ultimi anni. (sarà chiaro? :D )
Mi auguro solo di averne altri simili.

" Di questo per me si tratta, di essere il resto di alcune persone, delle loro sottrazioni. Porto il vuoto che mi hanno lasciato."
E. De Luca

Ragionavo sul fatto che la tendenza ad instaurare sempre e solo rapporti inversamente proporzionali, un po' con chiunque, sia qualcosa che mi perseguiterà per tutta la vita.

domenica 19 aprile 2015

" [...] non sono calma mentre ti scrivo, ma neppure sento agitarmi sotto l'ombelico monsoni e uragani per un binario, segnato, che la mia solitudine non percorrerà. In tutta sincerità, mi pare una buona speranza quella di aspettare che qualcuno abbia l'occasione di occupare un posto che non mi è mai appartenuto. Dovremmo tornare in piazza San Francesco; di nuovo, confidarci sulla via di casa di aver dimenticato gli obiettivi e immortalare quel momento, non avere alcuna esitazione sui minuti da percorre in avanti: vorrei che ciascuno ricordasse solo nella memoria dell'altro la pioggia sotto i portici, gli incendi che non sono mai divampati e le uscite di sicurezza non omologate dei nostri destini."

"Ogni limite ha una pazienza"

Myborderland


E' un'idea che ho in testa da qualche giorno: sperare che nella tua vita entri presto un'altra persona. Non mi interessa chi, non mi interessa come, non mi interessa perché. Ho solo bisogno che succeda, possibilmente prima che ritorni da quelle parti. 
E sono sincera quando lo penso e so che mi farebbe anche bene, in un certo senso, vederlo con i miei occhi. Perché a me succede così con questo tipo di situazioni: posso essere presa dalla totale ossessione per una persona e continuare a nutrirla con la mia irrefrenabile capacità di idealizzare questa persona, rendendola in qualche caso migliore di quello che è realmente è. Ma quando questa persona finalmente vuole qualcun'altra, o s'impegna con qualcun'altra, io ( non saprei in base a quale meccanismo mentale) riesco a  farmi una ragione delle cose per quello che sono e ad andare senza esitazione avanti. 

Ultimamente il mio impegno più "gravoso" in realtà non è tanto smettere di pensare a te o porre un argine a certi miei voli pindarici che non mi portano proprio da nessuna parte, ma cercare di spiegare il mio punto di vista sulla faccenda alle persone che ho intorno:
a CollegAmica, che è quella che ha vissuto e sopportato in diretta tutto (me, te, i fatti concreti e quelli meno) e che continua insistentemente a ripetermi "vorrei che vedessi quello che vedo io" e "non sei assolutamente nei suoi pensieri";
alla mia Coscienza quella con il nome e l'indirizzo diverso dal mio, che giustamente cerca di farmi notare con tutta la delicatezza di cui è capace che dovrei smetterla di pensarci e passare oltre , condendo il tutto con reiterati "devi aprirti a nuove conoscenze";
al mio migliore amico, che è costretto suo malgrado a subirsi tutte le mie reazioni inconsulte quando arrivano e non riesco più a trattenerle e ,da talebano dei sentimenti inflessibile e inclemente  quale è, usa un unico termine per definirlo e non  è un complimento;
al Lovefriend dei tempi che furono, che ha sempre la capacità di farsi sentire quando subentra l'emotività ed io sono presa da tristezze e sconforti irrefrenabili, e che altrettanto inflessibilmente riesce a dirmi cose carine come " parliamoci chiaro, ti ha solo usata per non far da solo". 

Vorrei che le persone capiscano il mio punto di vista: io so benissimo come sono davvero le cose ed  oltremodo chiaro che non sei...anzi, meglio, non ERI la persona adatta a me. Ma non lo eri semplicemente perché non mi volevi davvero e lo dico pensando, appunto, a tutti gli "incendi che non sono divampati" perché gli hai spenti tutti sul nascere con una freddezza implacabile che poche volte mi è capitato solo di vedere in altri.
Allo stato dei fatti, al posto tuo poteva esserci chiunque, perché i pochi momenti che abbiamo passato insieme non sono sufficienti ad accumulare ricordi o praticità su cui poter lavorare. Nei miei pensieri ci sei tu perché mi piaci al di là di qualsiasi costatazione logica e non ne ho un motivo, quindi non è una cosa che posso combattere con la concretezza. 
Posso solo aspettare che si affievolisca e, ad essere sincera, so di essere su quella strada anche se sono sola con questa certezza perché chi ho intorno non lo vede e non lo percepisce. E d'altronde non ho niente da dimostrare a nessuno.
Non sono scollegata dalla realtà, né onestamente mi sento anormale: tutti idealizziamo le persone, ci lasciamo andare perché spesso ci capita quella cinematografica sospensione dell'incredulità necessaria ad abbattere tutte quelle paure che ci fermerebbero altrimenti dal fare qualsiasi passo e prenderci qualsiasi rischio. Avere troppe uscite di sicurezza, spesso, ci fa più bene che male. E se i sentimenti avessero bisogno di essere spiegati, sarebbero delle spiegazioni, non più dei sentimenti.
Quando idealizziamo una persona, con tutto quello che ne consegue, a volte ci azzecchiamo e ci va bene; altre volte no e dobbiamo farci i conti. Io sono, come continuo a ripetere a tutti, solo poco pratica e forse un po' masochista nell'affrontare questi conti. Me li trascino dietro, inesorabilmente, finché però una mattina non spariscono da soli e i lasciano solo più che semplici solchetti che mi proteggeranno alla prossima occasione. Ma con i miei tempi, non con i tempi dettati da altri.

Il mio vero e irrisolvibile problema con questa storia ( e con tutte le altre precedenti, per la verità) in realtà è solo uno: non riuscire a venire a patti con il fatto che non sono mai la persona giusta. Nemmeno per te. 

giovedì 9 aprile 2015

" Fa' la cosa giusta, dice, come se io lo sapessi, come se io potessi saperlo cos'è la cosa giusta, come se non avessi il dubbio che la cosa giusta non sia altro che la cosa che vorrei, come se non temessi che la cosa che vorrei resti bella per i primi cinque minuti e poi puff, come se non pensassi, almeno ogni tanto, che le cose vanno come devono andare e le persone pure, come se non cercassi di non sentire l'ansia della clessidra, tutto il il tempo che passa da una parte all'altra e tutto il tempo che sparisce fino a quando non ce n'è più, fa' la cosa giusta, dice, a me basterebbe tornare un po' indietro, un anno, cinque, non lo so, tornare a sentirti parlare, a sapere come stai e a non chiedermi se è la cosa giusta, perché è la sola cosa possibile" 

Squonk  

sabato 4 aprile 2015


" Poi arrivò il mattino / e col mattino un angelo / e quell'angelo eri tu / con due spalle da uccellino / in un vestito troppo piccolo / e con gli occhi ancora blu / E la chitarra veramente la suonavi molto male / però quando cantavi / sembrava Carnevale / e una bottiglia ci bastava per un pomeriggio intero / a raccontarlo oggi / non sembra neanche vero /. E la vita Caterina, lo sai, non è comoda per nessuno / quando vuoi gustare fino in fondo tutto il suo profumo. / Devi rischiare la notte, il vino e la malinconia, / la solitudine e le valigie di un amore che vola via./ E cinquecento catenelle che si spezzano in un secondo / e non ti bastano per piangere le lacrime di tutto il mondo. / Chissà se in quei momenti ti ricordi della mia faccia, / quando la notte scende e ti si gelano le braccia. / Ma se soltanto per un attimo potessi averti accanto /  forse non ti direi niente ma ti guarderei soltanto / Chissà se giochi ancora con i riccioli sull'orecchino / o se guardandomi negli occhi / mi troveresti un po' più vecchio . / E quanti mascalzoni hai conosciuto / e quanta gente quante volte hai chiesto aiuto, / ma non ti è servito a  niente./ Caterina questa tua canzone la vorrei veder volare / sopra i tetti di Firenze per poterti conquistare." 

mercoledì 1 aprile 2015

" Il giorno dopo è sempre così. Il giorno dopo qualsiasi cosa. Un anno bisestile, una passione non corrisposta, una sbornia di liquore dolce. Non riesci ad abituarti all'idea di essere già al giorno dopo. Ti ritrovi nel tuo primo pomeriggio del tuo primo di gennaio a metà novembre e ti accorgi di essere stonato, perché fuori tempo. Per gli altri è un giorno come un altro. Per te, è un giorno come te. Sei in ritardo. Non sei ancora uscito da ieri ed è già domani, anche se gli altri lo chiamano oggi."
Il Vizio Dell'Agnello, Andrea G. Pinketts

" [...] perché ricominciare significa rincartare il mazzo e giocare da capo, e stavolta magari a un gioco che ancora non conoscevi, ancora, in un circolo infinito di possibilità e di realtà nuove con cui confrontarsi, da cui imparare e trarre conoscenza del mondo fuori di te e di te stesso, della tua capacità di starci, nel mondo. Significa anche ispessire la solitudine però, perché col tempo anche le persone passano, e quelle che ti sei lasciato alle spalle pian piano si allontanano, mentre quelle nuove non sanno niente del tuo passato, così sì crea una voragine tra chi sapeva cose importanti di te e chi le saprà, e nella quasi totalità dei casi nessuno più ti sarà nella percezione così 'vicino', perché la tua storia sarà spaccata da questo vuoto, che gli altri magari non notano, ma tu sì, per forza, perché tu lo sai quali pezzi mancano e sei lì da solo a saperlo."

Teiluj, Il post che solo una volta l'anno

Ci sono certi ricordi che andrebbero cancellati. Ma io, ahimé, sono persona dai ripensamenti continui..
E questi giorni sono proprio giorni di ripensamento, nel senso che ripenso a dove ero, a con chi ero e a come mi sentivo esattamente un anno fa come oggi. Ripenso a cosa mi aspettavo. Ripenso a cosa è successo senza troppi idealismi, nella pratica di quelle giornate, in cui non distinguevo le ore che passavano, non c'era una notte che fosse una notte e un giorno da vivere come si vive un giorno normale. E ripenso a tutti i passaggi intricati che si sono susseguiti e che poi mi hanno portata ad essere qui,come sono ora dopo tutto quanto, a dove sono, con la vita che ho, con le solitudini e i desideri inappagati in cui sguazzo mio malgrado. 

Sabbie mobili più che ricordi, quasi.
Ed io ho paura di non aver imparato la lezione.