mercoledì 31 luglio 2013


Glance by Conkerco

Guardo questo video e continuo a chiedermi che cosa (veramente) è andato storto...

domenica 28 luglio 2013



E' solo un addio / credimi io non ci penso mai./ Vedo che hai pianto / tu lo sapevi ma da quando? / Bella d'estate vai via da me / Notte d'incanto / è bello vedere le luci laggiù / io sono stanco / non voglio parlare, parla tu/ Bella d'estate vai via da me...
Forse perché ti credevo felice così, proprio così fra le mie braccia
Forse perché ci bastava arrivare fin qui, come onde di notte sulla spiaggia
Piccoli fuochi / noi siamo zingari di periferia / i nostri sono giochi / che durano poco 
e la notte se li porta via...

Chiudi gli occhi e ti senti per sempre così / ancora qui fra le mie braccia
per tutti e due basterebbe tornare fin qui / come onde di notte sulla spiaggia...

Mango

Devo traslocare dalla mia vita.
Tra qualche giorno non avrò più un lavoro e tra un mese non avrò più una casa.
E oggi, per risparmiare tempo  e cercare una distrazione concreta ai miei patemi d'animo, ho cominciato a fare ordine e riempire gli scatoloni.
Non riesco a smettere di pensare agli addii. 
Quelli che sono già avvenuti e quelli che avverranno per forza di cose.
Quelli necessari,quelli voluti e quelli indipendenti dalla mia volontà.

Niente, vorrei solo pensare che questo momento possa essere solo un'onda più alta 
delle altre, ma che dopo, in qualche modo, grazie non so a quale miracolo,
tornerò sulla riva giusta. 
Magari anche con il lavoro giusto. 
Se poi ci sarà anche la persona "giusta" in questo momento, 
lo ammetto,  mi interessa di meno.

sabato 27 luglio 2013

" ..E io vorrei stare nei tuoi sogni stanotte, dormire insieme a te...e se il mondo, un giorno ti dirà che l'amore va di fretta, che i castelli non esistono, che le streghe sono belle e vincono, che i cavalieri non sanno amare davanti agli altri, tu non credergli. Quel mondo vuole solo metterti paura. Fammi un po' di spazio nei tuoi sogni, stasera sono piccola come te.."
G. Carcasi, "Ma le stelle quante sono?",2005

Oggi è stato l'ultimo sabato con la mia piccola. 
Angelica non lo sa, ma con l'abbraccione forte forte che mi ha dato oggi, si è presa quel pezzetto di cuore che di solito non si regala facilmente a nessuno, perché finché non c'è stata lei, non avevo ancora capito davvero cosa significa proteggere qualcuno.
E lo so che non ci perderemo e che, forse, non si scorderà di me dopo questi otto mesi intensi intensi di sorrisi appena sveglia, di poppate e pannolini, di sonnellini tra le mie braccia e giochi improvvisati, ma c'è una parte di me che non sarà mai più la stessa.

Ci vediamo presto piccolina e, magari, con ruoli diversi, saremo due buone compagne di viaggio...

martedì 23 luglio 2013

"Sono innamorata dello smettere.
A suo modo è un'arte, se ci pensate. 
Smettere bene richiede un innato senso della bellezza;
bisogna saper sentire il momento della svolta, 
proprio quando il desiderio fa la sua comparsa, 
quello è il momento di darci un taglio."
Aimee Bender, "Un segno invisibile e mio", 2002

Si, aprire gli occhi mi è difficile il più delle volte. 
Ma ci sto lavorando su.


sabato 20 luglio 2013

                                  ( The Hustler, 1961, R. Rossen)


"(...) now why'd I do it, Sarah? Why'd I do it? I coulda beat that guy, coulda beat'im cold, he never woulda known. But I just hadda show'im. Just hadda shiw thise creeps and those punks what the game is like when it's great, when it's REALLY great. You know, like anything can be great, anything can be great. I don't care, BRICKLAYING can be great, if a guy knows. If he knows what he's doing and why and if he can make it come off. (...) It's a great feeling, boy, it's a real great feeling when you're right and you KNOW you're right. It's like all of sudden I got oil in my arm. The pool cue's part of me. You know, it's uh - pool cue, it's got nerves in it. It's a piece of wood, it's got nerves in it. Feel the roll of those balls, you don't have to look, you just know. You  make shots that nobody's ever made before. I can play that game the way...NOBODY'S ever played it before."

Una delle cose che amo di più della fisicità di un uomo sono le braccia e il modo in cui muove le mani.
Credo che guarderei ininterrottamente questo film solo per guardare Paul Newman e il modo che ha di muoversi.

lunedì 15 luglio 2013

Loop della giornata


BellAmore che tieni i segreti dei tuoi ricordi / Sei come un'onda che non ha confini / ti allontani e poi ritorni ancora per questo sei sola / E ridi amara su un'altra ferita che ti ha guarito / travestito da angelo fallito e con un'ala sola / insieme / possiamo volare ancora...Anche se tutto il tempo che ci resta / è già passato e non tornerà / per ogni occasione / persa / E camminare insieme a te, insieme a te / E non pensare tutto contro te / tutto contro te./ Amore che torni allontanando la pazzia / BellAmore che vai via. / Come un'onda che non ha confini provare felicità (...)
R. Sinigallia - BellAmore 

giovedì 11 luglio 2013

video

FRENCH KISS, 1995 dir. L. KASDAN

La scena di questo film (e, in generale, proprio tutto il film) è il motivo per cui entro questo 2013 devo assolutamente trovare il tempo e il modo di andare un week end in Provenza.
"C'è una foto che Irene ha scattato con gli occhi, un frammento, una di quelle istantanee dov'è condensata tutta la tenerezza per qualcuno che abbiamo amato o amiamo ancora, e che si acquattano nella memoria per la vita.A volte è una sequenza, altre un'immagine, un fotogramma qualsiasi, un movimento spezzato, una smorfia (...) un gesto piccolissimo che non possiamo raccontare a nessuno (e non perché non vogliamo ma perché non sapremmo neanche come cominciare, e se pure ne fossimo capaci preferiremmo non farlo). Magari in quei lampi della memoria la persona con cui abbiamo scelto di passare la nostra vita non era nemmeno così bella come sappiamo può essere; eppure è lì che ne conserviamo l'essenza, perché è stato allora che l'abbiamo vista così inaspettatamente smascherata e se stessa; è in quell'istante che tutto è avvenuto.Forse lei non lo sa neanche, intanto recita la parte che crede sia quella che ci ha attratto, e noi teniamo il segreto per tutto il tempo che restiamo insieme, l'amiamo di nascosto in un certo senso, perché poi nessuno è in grado di spiegare di cosa è fatto l'amore che prova; (...) e quando ce lo domandiamo (<<Ma tu perché mi ami?>>) e stiamo a sentire la risposta, rimaniamo per forza un po' delusi, quasi vorremmo replicare: <<Dài che puoi fare di meglio, dimmi chi sono>>, perché non è di semplici complimenti, per quanto sinceri, che in quel momento andiamo alla ricerca, ma qualcosa di più intimamente effimero che ci descriva nell'immaginazione dell'altro.Vogliamo che la persona che amiamo ci dica d'essersi innamorata di noi perché un giorno, senza neanche pensarci, l'abbiamo toccata in un punto in cui non sapeva di essere sensibile, come certe carezze che arrivano molto in fondo per conto loro.<<Ti amo perché ti gratti il polso in quel modo tutto tuo>>, questo per esempio vorremmo sentire, piuttosto che <<Ti amo perché sei generoso e affidabile>>.C'innamoriamo di minuzie, di riflessi in cui vediamo l'altra persona come pensiamo che nessuno l'abbia mai vista e mai la potrà vedere, e custodiamo questi attimi di unicità in forma d'immagine, anche se negli anni sbiadisce; ma è a quell'immagine che chiediamo aiuto quando il nostro sentimento vacilla e dubitiamo di amare, allora la richiamiamo, e ci basta..."
Incipit da "MANCARSI", Diego De Silva, Einaudi, 2013 

Avete familiarità con la regola cinematografica dello scavalcamento di campo? 
Nel montaggio cinematografico, esiste quella che viene chiamata la regola dei 180°, ossia in una scena di dialogo costruita sul campo-controcampo, in cui si mostrano due personaggi che dialogano, esiste una linea di azione immaginaria entro la quale la macchina da presa si può muovere, senza effettuare il cosidetto "scavalcamento di campo".
Per "scavalcamento di campo", si intende, quindi, quell'eccezione in cui la mdp varca la linea immaginaria per riprendere la scena dal campo opposto. Immaginate, ad esempio una ripresa in cui una persona sta camminando da destra a sinistra, si passa improvvisamente a riprenderla da sinistra a destra. L'effetto immediato è quello di un potenziale disorientamento.
Ecco...in certi frangenti, in una mia visione del tutto personale e magari anche eccessiva, la letteratura di De Silva riesce a rimandare a parole il concetto tutto cinematografico dello scavalcamento di campo: è come se qualcuno ti facesse vedere quello che vivi o hai vissuto raccontandolo dal "campo opposto" provocandoti non un disorientamento, ma una sorta di presa di coscienza.

Ed io in questo momento non riesco a fare a meno di pensare a quando mi è stato detto "quando qualcuno cerca di toccarti fai una faccia talmente spaventata che è veramente divertente" o "mi ha colpito il fatto che sei una persona libera, che prendi e vai via senza aspettare nessuno". Ero lì ed ero io, quando queste cose succedevano; ero lì  quando mi venivano dette e, in realtà, non capivo il perché della sorpresa o, forse, la tenerezza di chi me le diceva. E non li ho nemmeno considerati dei complimenti, per la verità. Anzi. Finché non ho letto queste pagine di De Silva e ho visto la scena dal lato opposto.
Non c'è assolutamente nulla di diverso in quello che ho vissuto, tranne il fatto che vedo le cose in un altro modo: vedo tutto in maniera più chiara, ma soprattutto sono cosciente di vederlo in maniera più chiara.

E' solo un'altra strana sensazione. Passerà. (Perché prima passa, meglio è).
Ma in un certo senso, ne sto gustando il ricordo.
E' la mia istantanea. E' la mia carezza arrivata fino in fondo per conto suo, a prescindere dalle intenzioni di chi non sa nemmeno di averla fatta.

martedì 2 luglio 2013

E invece...

"Non si tratta di essere bugiardi. Certe parole sono sincere quando vengono pronunciate, solo che non sono rivolte proprio a te - sono rivolte alle aspirazioni e ai progetti che ognuno ha per la sua vita. Può capitare di incarnare (temporaneamente) uno dei personaggi di questo film che ognuno ha progettato per la sua vita, e quindi ricevere queste parole. Ma ecco: si resta fedeli al film, non ai personaggi." - Il diario delle piccole cose
"Eppure resta che qualcosa è accaduto, forse un niente che è tutto" - E. Montale 
...pare che gli sceneggiatori occulti della mia vita si divertano un mondo ad infilare a tradimento nei miei giorni fatti di scelte difensive a prescindere, delle romanticherie molto cinematografiche che riescono ad avere il sopravvento su tutti i miei tentativi di autocontrollo, sul mio buonsenso, sul mio orgoglio anche. Ma, soprattutto, sulla mia capacità di giudizio.
E dovrebbe avere una certa importanza, forse, il fatto che accada (spesso, ora che ci penso) quando vicino ho qualcuno che in realtà non conosco veramente bene e che probabilmente non è giusto per me. Ed io certamente non lo sono per lui.

Dovrebbe, ma in quel momento non lo è mai. Pare.
(E non lo è nemmeno ora che ci ripenso, per la verità.)

Importa che quando una mattina che albeggia da poco e, camminando, diciamo poche e circospette parole, ed io sono un po' distratta dal cielo metà celeste e metà cobalto rabbrividendo per l'aria pungente delle 5 del mattino,mentre ascolto la tua voce pacata che mi racconta di una storia molto romantica e molto sicula,tenendo conto dei precedenti, 
è ovvio che non sono minimamente preparata a ricevere un abbraccio forte, lì in mezzo ad una strada con di fronte una chiesa. 
Mi ritrovo addosso la tua felpa di quattro taglie più grandi e mi sento piccola e per un momento veramente indifesa e insieme assurdamente protetta.
E so solo che non era la prima volta che ti abbracciavo eppure sono stata impreparata all'impeto di quell'abbraccio, che per inciso ha riformulato la mia personale esperienza di "abbraccio avvolgente".
E, non so come, mi sono persa.
Un'altra volta.
Perché...
anche se ho ben chiara la realtà delle cose e i termini di questa precaria e azzardosa relazione che non è per niente una relazione, ma un imprevisto dove noi abbiamo solo un ruolo di comparsa nelle reciproche esistenze...
anche se (per fortuna) tengo il cuore al sicuro e i sentimenti barricati dietro ad una staccionata, sul ciglio del solito burrone, lì che trattengono il respiro e non guardano giù perché assolutamente non devono cadere o traboccare, nonostante la tua massiccia presenza riesca a farmi vacillare (e miracolosamente ad azzittirmi..)...
non mi avevi mai abbracciata così forte da farmi sentire che c'eri davvero.

E per un momento ho avuto la sensazione che tutti i giorni precedenti, tutte le evidenti lacune e le inevitabili mancanze, tutte le parole necessarie non dette e quelle un po' avventate e sbagliate ripetute fino ad una fastidiosa ridondanza, tutto quel sottolineare che "no, niente di più", tutta la prevedibilità della situazione, insomma, semplicemente non c'era più.
E, per me (e solo per me, di questo sono quasi convinta), è sparito tutto sotto il peso di quell'abbraccio, tanto che vorrei essere ancora in quel momento e non uscirne più.


Ma l'imprevedibile incidenza di questi momenti è inversamente proporzionale al loro fattore di permanenza nella mia vita. 
E continuo a pensare che i miei sceneggiatori dovrebbero imparare a far meglio il loro lavoro, mentre io cerco di trovare un modo di avere altri momenti di questi momenti così, e magari riprendere ad amare veramente qualcuno o almeno cominciare a farlo nella maniera giusta, così che prima o poi queste romanticherie cinematografiche restino fedeli ai personaggi e non siano solo aleatorie sensazioni pericolosamente incidenti a senso unico.

(non lo so se quello che ho scritto può avere un senso logico, ma non trovo parole per spiegarlo meglio, quindi lo lascio così com'è...).

lunedì 1 luglio 2013

"E io lì sempre, quello che ama di più e poi tutte le stronzate, il pensarti, il voler volere, il voglio, ti voglio ancora. No! Non ho voglia di innamorarmi e di perdermi, ho solo voglia di te." - C. Bukowski
"Tu non sei affatto qualcosa che mi è successo. Tu mi accadi. Sei nell'aria a volte, non sempre. Quando ci sei, mi raddrizzi i peli piccoli del collo e mi si sciolgono i polsi. Poi non accadi più. Per un po'. Magari per sempre. Mica è un problema." - ( blog malapuella)  
Niente. E' che ci sono momenti in cui mi convinco di prendere degli abbagli veramente belli grandi e, come dice AmicoCapo, ho questa predisposizione recidiva alle situazioni impossibili e senza via d'uscita. 
E anche quando provo ad andarmene, quando opero su me stessa un certo tipo di autocontrollo, arriva sempre quel momento in cui la situazione ( soprattutto quando ha un che di cinematografico...) e la persona che la crea hanno il sopravvento, nonostante il tempismo inadeguato, le affermazioni discutibili e la strafottenza senza freni che rimanda, coscientemente o meno.

Chiudo una porta e invece di prendere tutte le precauzioni, lascio le chiavi sotto al tappeto e lascio libertà di manovra a persone a cui invece dovrei legare le mani e mettere un bavaglio bello stretto. E, soprattutto, relegarle in quell'angolo buio delle cose che son passate, lì dove non possono aver possibilità di far danni.

E invece...