venerdì 29 marzo 2013

"Quando non sei abituato a chiedere a nessuno di restare nella tua vita non è detto che tu non abbia una disperata voglia che qualcuno ci resti. E' che forse hai imparato a tue spese che non serve chiedere di rimanere. Chi vuole restare c'è già ancor prima che tu lo trovi e resta senza che glielo chiedi. " - M. Bisotti
Ci ragionavo in questi giorni, vissuti un po' alla stregua del bisogno e quindi della ricerca e della richiesta incessante della presenza di diverse persone. Persone nuove, entrate nella mia vita un po' per caso e senza premeditazione, e persone che già fanno parte della mia vita, da molto tempo, a modo loro.
Non perché io mi senta sola. Ma per il puro e semplice piacere di vivere anche nel mondo di qualcun altro, piuttosto che soltanto nel mio.
Ed è una vita che, in realtà, avevo giurato a me stessa di non inseguire più nessuno. 
Il solito discorso delle aspettative: capita sempre che non mantengo fede ai miei propositi, pensare che non accada anche agli altri non è realistico.
Soprattutto perché è vero: chi vuole restare, c'è prima ancore che tu lo trovi. E non è necessario chiederglielo.
Soprattutto perché a volte le persone vedono come siamo e quello che possiamo offrire e, semplicemente, vogliono qualcos'altro. Anche quando non hanno visto tutto, ma solo poco  e niente per la verità, ma va bene.

Non si può fare altro che lasciare andare le cose per la loro strada.

martedì 26 marzo 2013

lunedì 18 marzo 2013

" Io non ci ho pensato più, ma non passa mai quell'attimo"
"Sforzarsi senza tregua di pensare a chi ti sta davanti, prestargli un'attenzione reale, costante, non dimenticarsi un secondo che colui o colei con cui tu parli viene da un altro luogo, che i suoi gusti, le sue idee, i suoi gesti, sono stati plasmati da una lunga storia, popolata di molte cose e di altre persone che tu non conoscerai mai.Ricordati in continuazione che colui o colei che guardi, non ti deve nulla, non è una parte del tuo mondo.Questo esercizio mentale - che mobilita il pensiero e anche l'immaginazione - è un po' duro, ma ti conduce al più grande godimento che ci sia: amare colui o colei che ti sta davanti, amarlo per quello che è, un enigma, e non per quello che credi, per quello che ti aspetti, per quello che cerchi, per quello che vuoi."
                                            Christian  Bobin

mercoledì 13 marzo 2013

       Dennis Nolet, Les detours de la conscience (1964)

" Un abbraccio fa paura. Un po' paura di non poterne uscire, un po' paura di non poterci tornare" - [cit. Tempibui]
Io solitamente non è che ho proprio paura. 
Anche se ammetto che l'idea di sentirmi in trappola è una sensazione che fa sempre capolino appena sotto la superficie della mia pelle praticamente sempre, ed è sempre più forte della voglia di lasciarsi andare completamente.
Come ho scritto altrove, in realtà è anche questione di sentirsi a proprio agio nella stretta vicinanza di qualcuno che non sei tu, è la sensazione che si prova in una situazione con una persona, è questione di riuscire ad essere trasportati in una speciale congiunzione di gesti, che sia anche e soprattutto priva di forzature.
La mia è, in più, anche una sorta di necessità di non banalizzarli questi gesti.
Forse perché ne ho sprecati tanti, di abbracci, nell'ultimo paio di anni e sono tutti momenti il cui ricordo, a volte, è anche molesto.

A volte ci sono abbracci che sono strani, non hai idea di cosa significhino, che non sembrano poi nemmeno abbracci, tanto sono non preventivati e  fugaci e restano come sospesi.
O forse ce l'hai, l'idea, ma l'effetto resta indecifrabile, c'è dentro tutto e il contrario di tutto. 
E tu che solitamente gli abbracci non è che proprio li regali i gratuitamente, perché una cosa del genere la trovi proprio una grande sciocchezza, non riesci a fare a meno di sentirti sempre ai lati di qualsiasi sentimento e di qualsiasi emozione che potrebbero racchiudere. 
Senti di essere inciampata un po' per caso in una sovrapposizione passeggera, poi ognuno si riprende la sua storia e la sua strada. Ma a differenza di altre volte, va bene così. Va bene.



mercoledì 6 marzo 2013

"What I want is to be needed. What I need is to be indispensable to somebody. Who I need is somebody that will eat up all my free time, my ego, my attention. Somebody addicted to  me. A mutual addiction." - Soffocare, Chuck Palanhiuk
"If I could be who you wanted all the time" - Radiohead, Fake Plastic Trees 

A distanza di anni, mi è stato chiesto ancora quello che voglio, quello di cui ho bisogno. 
E, anche questa volta, ho fatto più o meno scena muta e detto la prima cosa che mi veniva in mente.
Quello che ne è venuto fuori non è che fosse sbagliato, semplicemente si avvicinava solo molto alla lontana a  quella che doveva essere la risposta esatta.
E questa volta non era un amico di vecchia data, uno che mi conosceva bene e con cui magari avrei potuto riparlarne. Questa volta era qualcuno che è entrato all'improvviso nella mia vita e per un momento mi è sembrato più vicino di quanto avessi mai potuto sperare. Qualcuno che  volevo avesse chiaro di cosa stessi parlando.
E invece...
Mi sono persa nuovamente in me stessa sul più bello, proprio perché era così vicino che non capivo più cosa stesse succedendo.
E adesso non lo so se avrò un altra occasione perché sento che avrei dovuto fare un passo, un gesto che non ho fatto. E farlo ora sarebbe troppo tardi. O semplicemente inutile e imbarazzante.
Anche se il problema non è nemmeno avere o non avere un seguito. 
Il problema è non riuscire ad essere chi sono quando ne ho bisogno.

Merda.

lunedì 4 marzo 2013


La perfezione di questi due insieme, sul set e nella vita, mi lascia sempre senza parole.